martedì 25 gennaio 2011

Puro godimento alla francese

Non posso farci niente, oggi ho una carica elettrica che dal cervello si trasmette direttamente alle mani e non riesco a stare ferma. Sperimentare, sperimentare, sperimentare. Sono fortunata, il libro Cuochi si diventa di Allan Bay è una vera miniera di cucina, sia nazionale che non. Ho trovato la ricetta del pâté e subito mi sono tornati in mente i fantastici ricordi delle mie vacanze in Francia in cui facevo delle scorpacciate tremende di pain au chocolat, baguette e pâté de canard, de campagne (ricordo che una volta a Parigi, in vacanza con i miei, abbiamo cenato mangiando solo dolci)... Lo so, i cugini d'oltralpe non sono proprio campioni di simpatia, ma in fatto di cibo sanno veramente incantare. Non concordo molto sul loro uso smodato di salsine, burri e condimenti da infarto o ipercolesterolemia, però ogni tanto è un vero piacere farsi del male con i loro succulenti manicaretti, no?
E allora, come potevo non cimentarmi con questa preparazione? Non sarà proprio fedele al pâté de foie gras tanto decantato, ma è venuto davvero speciale, e poi è molto facile da eseguire!

PÂTÉ DE VEAU
Ingredienti:
400 g. di fegato di vitello a pezzetti
100 g. di pancetta a dadini
1 cipolla
150 g. di burro
250g. di panna da montare
1 bicchiere di vino bianco
spezie: 2 foglie di alloro, una manciata di bacche di ginepro, pepe nero, noce moscata
50 g. di pistacchi tritati
pane tostato

Procedimento:
Rosolate la cipolla in 50 g. di burro per 2 minuti, poi aggiungete il fegato, la pancetta, il ginepro e rosolate per 10 minuti. 


Versate il vino bianco e fate evaporare a fuoco vivo. Eliminate l'alloro, unite 100 g. di burro ammorbidito e frullate. Montate la panna, incorporatela al composto freddo e trasferitelo in uno stampo da plum cake foderato con pellicola. Mettete in frigorifero per tre ore, sformatelo e cospargetelo con i pistacchi. Servitelo con pane tostato caldo (io ho usato del pane multicereali, la morte sua!) e sorseggiate un buon Morellino di Scansano (una nota italiana è d'obbligo, per non far ingrassare troppo i cugini!).


Non vi pentirete di questa incursione in territorio "nemico", è una vera gourmandise a cui è lecito cedere!
Bon appetit!!!
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