Ciao a tutti!
Chi di voi non conosce il gazpacho metta un dito qui sotto, che ci penso io farvi venire voglia di provarlo.
Questa meravigliosa zuppa fredda è uno dei piatti principe dell'Andalusia, in quel sud della Spagna che tanto amiamo per il jamón ibérico per lo sherry, e sulle cui origini si sa che è di sicura derivazione araba - le fonti parlano di gazpacho bianco, fatto con aglio, mandorle, pane, olio, aceto, albume, fagiolini, acqua e sale. Nel corso dei secoli si sono aggiunti altri ingredienti, grazie alle materie prime che giungevano dalle Americhe, quali il pomodoro e il peperone, come scritto nel testo "Practicón. Tratado completo de cocina", di Angel Muro, del 1891, che definisce il gazpacho "un piatto molto gradevole che non trova classificazioni nella gastronomia, ma senza il quale gli andalusi non possono vivere in estate, così come i galleghi in inverno senza le cime di rapa".
E andiamo dunque a scoprire come si prepara questa delizia dalle origini così antiche, specificando che non esiste una ricetta definitiva, e sono moltissime le eccezioni che confermano la regola.
GAZPACHO ANDALUSO
Ingredienti per 4 persone
800 g. di pomodori tondi maturi
1 cipolla
1 spicchio d'aglio
1 peperone verde
1 peperone rosso
150 g. di pane bianco raffermo
1 cucchiaino di peperoncino dolce
mezzo cucchiaino di cumino in polvere
qualche foglia di basilico (aggiunta mia)
sale
mezzo cetriolo
olio evo
aceto di vino bianco
acqua
Procedimento
Mondate bene tutte le verdure, sbucciate i pomodori e privateli dei semi interni, sbucciate il cetriolo, riducete in piccoli pezzi, quindi metteteli in una ciotola e aggiungete l'aceto, l'olio, il sale, il cumino, il peperoncino, il pane privato della crosta, e un po' di acqua. Lasciate marinare per circa 12 ore, o per una notte.
Trascorso questo tempo, scolate le verdure dalla marinata, e tritatele con un frullatore, quindi filtrate con un colino cinese (o un colino a maglia fine).
Emulsionate la zuppa aggiungendo altro olio, quindi aggiustate di sale e aceto.
Fate freddare in frigo e servite con le verdure che lo compongono (peperoni, cetrioli e pomodori) tagliate a dadini piccoli.
Buonissimo, rinfrescante, perfetto per un pranzo sul mare o una cena in giardino (ma anche in terrazzo e persino in casa, pensate un po'!).
Quando l'avrete assaggiata diventerete tutti andalusi, non potrete più vivere senza!
Bon appétit!!!
"Non c'è posto al mondo che io ami più della cucina. Non importa dove si trova, com'è fatta: purché sia una cucina, un posto dove si fa da mangiare, io sto bene." (B. Yoshimoto, "Kitchen", Feltrinelli, 1993)
lunedì 20 luglio 2015
domenica 5 luglio 2015
La canicola e il lassi di mango
Buon fine settimana cari lettori accaldati!
Fa caldo, non si parla d'altro, persino i telegiornali non mancano di ricordarci che le temperature in questi giorni hanno raggiunto livelli allarmanti, con tutti i corollari di raccomandazioni per anziani e bambini. Come ogni anno. Ma è estate, è giusto e naturale che sia caldo, suvvia!
Basta adottare piccoli accorgimenti, e soprattutto evitare cibi pesanti e mangiare in piccole quantità bevendo molta acqua, e aspettare la notte per andare in cerca di un po' di frescura nei prati - eh sì, si dorme poco, vero, anche questo è tra gli effetti collaterali elencati dai tg.
In questi giorni i miei fornelli tacciono, il frigo trabocca di pomodori in tutte le loro declinazioni - cuori di bue, canestrini, pachino, datterini, sott'olio -, rucola, lattuga, radicchio, e via con capresi e insalatone con tutto quello che capita a tiro. Ma anche tanta frutta, ovviamente.
Quello che vi propongo oggi è una miscela di yogurt, acqua, spezie e, a volte, la frutta, ovvero il lassi. Il lassi tradizionale ("lassi salato", o semplicemente, "lassi") è una bevanda saporita, talvolta aromatizzata con cumino tostato. Il lassi dolce, tuttavia, contiene zucchero o frutta, al posto delle spezie. Il lassi salato alla menta è molto popolare in Bangladesh.
Nelle religioni dharmiche, lo yogurt addolcito con il miele viene utilizzato durante l'esecuzione di rituali religiosi. Meno comune è il lassi servito con latte e accompagnato da un sottile strato di panna densa. Il lassi è una bevanda molto rinfrescante, e viene per lo più servita durante il pranzo. Mescolato con un po' di curcuma in polvere, costituisce un efficace rimedio per la gastroenterite. In Pakistan, il lassi salato viene spesso servito con quasi tutti i tipi di pasti, ed è quasi sempre preparato in casa, semplicemente mescolando sale con yogurt e acqua.
Ecco qui una versione dolce del lassi, tra le più popolari in occidente.
LASSI DI MANGO
Ingredienti per 2 persone:
1 mango maturo
200 g. di yogurt al naturale (io yogurt greco, più denso ma meno acido)
mezzo bicchiere di latte scremato (bene anche il latte di riso o altro vegetale)
un cucchiaio di miele d'acacia
2 capsule di cardamomo
Procedimento:
Mondate il mango, tagliatelo a dadini, mettete in un frullatore e azionate fino a ridurre la frutta in purea. Prendete le capsule del cardamomo, incidetele con un coltellino e ricavatene i semi scuri, quindi aggiungeteli nel frullatore insieme agli altri ingredienti (yogurt, miele e latte). Azionate il frullatore a scatti, fino a ottenere una bevanda liscia (se la preferite meno densa, unite un po' di acqua).
Versate nel bicchieri, volendo aggiungete dei cubetti di ghiaccio e qualche foglia di menta, per un effetto più rinfrescante.
Si conserva per un paio di giorni in un contenitore ermetico in frigo.
Dissetante, rinfrescante e salutare. Proprio quello che ci vuole contro la canicola! Una volta provato non potrete più farne a meno!
Bon appétit!!!
Fa caldo, non si parla d'altro, persino i telegiornali non mancano di ricordarci che le temperature in questi giorni hanno raggiunto livelli allarmanti, con tutti i corollari di raccomandazioni per anziani e bambini. Come ogni anno. Ma è estate, è giusto e naturale che sia caldo, suvvia!
Basta adottare piccoli accorgimenti, e soprattutto evitare cibi pesanti e mangiare in piccole quantità bevendo molta acqua, e aspettare la notte per andare in cerca di un po' di frescura nei prati - eh sì, si dorme poco, vero, anche questo è tra gli effetti collaterali elencati dai tg.
In questi giorni i miei fornelli tacciono, il frigo trabocca di pomodori in tutte le loro declinazioni - cuori di bue, canestrini, pachino, datterini, sott'olio -, rucola, lattuga, radicchio, e via con capresi e insalatone con tutto quello che capita a tiro. Ma anche tanta frutta, ovviamente.
Quello che vi propongo oggi è una miscela di yogurt, acqua, spezie e, a volte, la frutta, ovvero il lassi. Il lassi tradizionale ("lassi salato", o semplicemente, "lassi") è una bevanda saporita, talvolta aromatizzata con cumino tostato. Il lassi dolce, tuttavia, contiene zucchero o frutta, al posto delle spezie. Il lassi salato alla menta è molto popolare in Bangladesh.
Nelle religioni dharmiche, lo yogurt addolcito con il miele viene utilizzato durante l'esecuzione di rituali religiosi. Meno comune è il lassi servito con latte e accompagnato da un sottile strato di panna densa. Il lassi è una bevanda molto rinfrescante, e viene per lo più servita durante il pranzo. Mescolato con un po' di curcuma in polvere, costituisce un efficace rimedio per la gastroenterite. In Pakistan, il lassi salato viene spesso servito con quasi tutti i tipi di pasti, ed è quasi sempre preparato in casa, semplicemente mescolando sale con yogurt e acqua.
Ecco qui una versione dolce del lassi, tra le più popolari in occidente.
LASSI DI MANGO
Ingredienti per 2 persone:
1 mango maturo
200 g. di yogurt al naturale (io yogurt greco, più denso ma meno acido)
mezzo bicchiere di latte scremato (bene anche il latte di riso o altro vegetale)
un cucchiaio di miele d'acacia
2 capsule di cardamomo
Procedimento:
Mondate il mango, tagliatelo a dadini, mettete in un frullatore e azionate fino a ridurre la frutta in purea. Prendete le capsule del cardamomo, incidetele con un coltellino e ricavatene i semi scuri, quindi aggiungeteli nel frullatore insieme agli altri ingredienti (yogurt, miele e latte). Azionate il frullatore a scatti, fino a ottenere una bevanda liscia (se la preferite meno densa, unite un po' di acqua).
Versate nel bicchieri, volendo aggiungete dei cubetti di ghiaccio e qualche foglia di menta, per un effetto più rinfrescante.
Si conserva per un paio di giorni in un contenitore ermetico in frigo.
Dissetante, rinfrescante e salutare. Proprio quello che ci vuole contro la canicola! Una volta provato non potrete più farne a meno!
Bon appétit!!!
sabato 27 giugno 2015
Sgombrare la mente. Involtini di sgombro in agrodolce
Ben ritrovati cari lettori!
Giornate intense, lunghe, che iniziano col canto mattutino degli uccellini al fresco degli alberi e finiscono col profumo pungente della notte accompagnato dal canto dei grilli e, perché no, da qualche civetta.
E sono comunque giornate in cui si mangia quel che capita, soprattutto insalate, ma d'altronde la stagione consente di dare libero sfogo al crudismo più sfrenato - qualunque ortaggio è buono, anzi, più buono, crudo, con rare eccezioni - e un pasto si arrangia in pochi minuti.
A ogni modo, arriva un momento in cui la cuciniera che è in me si risveglia dal torpore insaltofilo e il demone dei fornelli mi impone di cucinare qualcosa di più succulento. Tipo ieri, giustappunto, in cui sono andata a fare la spesa e puntuale mi è giunto il bombardamento di idee di piatti da sperimentare, provare e riprovare.
Quello che vi propongo oggi è un piatto abbastanza classico, mooolto "suddico" - ma quanto ci piace la cucina del sud, quanto? -, leggero come è giusto data la calura estiva, veloce per chi come me è costantemente in modalità Bianconiglio, ma soprattutto godurioso, con buona pace del demone della fame, mio fedele compagno.
INVOLTINI DI SGOMBRO IN AGRODOLCE
Ingredienti per 2 persone
4 filetti di sgombro freschissimo
pangrattato
una manciata di pinoli
uvetta sultanina
olio evo
120 g. di riso Nerone (o venere)
rucola fresca
semi di nigella
fior di sale
Procedimento
Anzitutto mettete sul fuoco una pentola con acqua per la cottua del riso venere, che verserete al bollore. I tempi di cottura sono piuttosto lunghi, una mezz'oretta in media, farete dunque in tempo a preparare il pesce mentre il riso cuoce in tutta tranquillità.
Lavate i filetti di sgombro puliti e diliscati. Nel frattempo in un padellino tostate il pangrattato e in un altro padellino i pinoli (attenzione a non farli tostare troppo, girateli spesso, per pochi minuti). Ammollate per una decina di minuti l'uvetta in acqua tiepida.
Mescolate il pangrattato con i pinoli, la nigella e l'uvetta, quindi farcite i filetti dalla parte della polpa (la pelle resterà come rivestimento esterno), e arrotolate a formare degli involtini.
Infilzate gli involtini negli spiedi, adagiateli su una teglia rivestita con carta da forno, irrorate con un giro di olio evo, un pizzico di fior di sale (il pesce azzurro è già abbastanza sapido, il sale è pressoché inutile) e infornate per una decina di minuti a 180°.
Pulite e lavate la rucola, quindi procedete a impiattare il tutto, disponendo gli involtini, un po' di rucola (che potrete guarnire con un po' di pangrattato, pinoli e uvetta, se vi avanzano), e il riso nero.
Un piatto così vi farà dimenticare gli affanni della giornata, un antidoto perfetto "contro il logorio della vita moderna". Gusto senza tempo, dolcezza e sapidità marina che si rincorrono nel vostro palato in un contrappunto gradevolissimo. Impossibile non amarlo!
Bon appétit!!!
Giornate intense, lunghe, che iniziano col canto mattutino degli uccellini al fresco degli alberi e finiscono col profumo pungente della notte accompagnato dal canto dei grilli e, perché no, da qualche civetta.
E sono comunque giornate in cui si mangia quel che capita, soprattutto insalate, ma d'altronde la stagione consente di dare libero sfogo al crudismo più sfrenato - qualunque ortaggio è buono, anzi, più buono, crudo, con rare eccezioni - e un pasto si arrangia in pochi minuti.
A ogni modo, arriva un momento in cui la cuciniera che è in me si risveglia dal torpore insaltofilo e il demone dei fornelli mi impone di cucinare qualcosa di più succulento. Tipo ieri, giustappunto, in cui sono andata a fare la spesa e puntuale mi è giunto il bombardamento di idee di piatti da sperimentare, provare e riprovare.
Quello che vi propongo oggi è un piatto abbastanza classico, mooolto "suddico" - ma quanto ci piace la cucina del sud, quanto? -, leggero come è giusto data la calura estiva, veloce per chi come me è costantemente in modalità Bianconiglio, ma soprattutto godurioso, con buona pace del demone della fame, mio fedele compagno.
INVOLTINI DI SGOMBRO IN AGRODOLCE
Ingredienti per 2 persone
4 filetti di sgombro freschissimo
pangrattato
una manciata di pinoli
uvetta sultanina
olio evo
120 g. di riso Nerone (o venere)
rucola fresca
semi di nigella
fior di sale
Procedimento
Anzitutto mettete sul fuoco una pentola con acqua per la cottua del riso venere, che verserete al bollore. I tempi di cottura sono piuttosto lunghi, una mezz'oretta in media, farete dunque in tempo a preparare il pesce mentre il riso cuoce in tutta tranquillità.
Lavate i filetti di sgombro puliti e diliscati. Nel frattempo in un padellino tostate il pangrattato e in un altro padellino i pinoli (attenzione a non farli tostare troppo, girateli spesso, per pochi minuti). Ammollate per una decina di minuti l'uvetta in acqua tiepida.
Mescolate il pangrattato con i pinoli, la nigella e l'uvetta, quindi farcite i filetti dalla parte della polpa (la pelle resterà come rivestimento esterno), e arrotolate a formare degli involtini.
Infilzate gli involtini negli spiedi, adagiateli su una teglia rivestita con carta da forno, irrorate con un giro di olio evo, un pizzico di fior di sale (il pesce azzurro è già abbastanza sapido, il sale è pressoché inutile) e infornate per una decina di minuti a 180°.
Pulite e lavate la rucola, quindi procedete a impiattare il tutto, disponendo gli involtini, un po' di rucola (che potrete guarnire con un po' di pangrattato, pinoli e uvetta, se vi avanzano), e il riso nero.
| Pronti per il forno |
| Pronti per essere gustati |
Bon appétit!!!
mercoledì 24 giugno 2015
Corso di Foodphotography con il maestro Lido Vannucchi!
Ciao a tutti!
Oggi niente ricetta - solo per oggi, tranquilli, che qui i fornelli son sempre accesi - ma un post super speciale per segnalarvi un workshop di foodphotography che terrò insieme al maestro Lido Vannucchi sabato 4 luglio.
Sono talmente emozionata che ancora stento a crederci, ma sarà un vero piacere condividere con tutti voi i segreti della fotografia che più amiamo!
Eccovi qui di seguito tutti i dettagli necessari per poter partecipare.
“LO SGUARDO NEL PIATTO”
A #COSEBUONE UN WORKSHOP CON LIDO VANNUCCHI E SARA FAVILLA
La food photography protagonista sabato 4 luglio a Palazzo Boccella
APERTE LE ISCRIZIONI
Dagli scatti più semplici con lo smartphone all'allestimento di un set nell’angolo più luminoso della cucina. Ecco la food photography, protagonista sabato 4 luglio a Palazzo Boccella a San Gennaro, dalle 15 alle 19, nel workshop “Lo sguardo nel piatto”.
Un corso pratico a tutti gli effetti che vedrà il fotografo professionista Lido Vannucchi, accompagnato dalla food blogger lucchese Sara Favilla, svelare i trucchi del mestiere, insegnare utili accorgimenti per esaltare al meglio i piatti e scegliere le ambientazioni più adatte per dare risalto ai cuochi e alle loro cucine.
Un vero e proprio seminario di fotografia dove protagonisti potranno essere al massimo 60 partecipanti che, armati di smartphone e macchina fotografica, si metteranno alla prova guidati dalla professionalità di Vannucchi e dall'esperienza sul campo di Favilla. “Lo sguardo nel piatto”, infatti, racconta il mondo della food photography a 360 gradi, partendo dall'utilizzo dello smartphone per arrivare alla fotografia con macchina Reflex, dimostrando attraverso prove pratiche come sia possibile ricreare un set con gli oggetti presenti in casa. Il workshop affronterà inoltre il tema della fotografia professionale, dell’interpretazione del soggetto e della tecnica più avanzata e non mancheranno i trucchi di postproduzione per rimediare a qualche errore o per rendere la foto del proprio piatto ancora più accattivante e golosa.
Il seminario di fotografia sarà un ulteriore tassello del mosaico “#CoseBuone”, evento inedito organizzato da Clip Comunicare, in collaborazione con la Fondazione Palazzo Boccella, per il 4 e 5 luglio con l'obiettivo di riunire le eccellenze del territorio: degustazioni di vino e birre artigianali, aperitivi finger food con i prodotti tipici, musica, incontri, workshop. Tutti insieme per raccontare le cose buone e genuine della nostra terra.
Il workshop, a pagamento, è rivolto a un massimo di 60 partecipanti ed è dedicato ad appassionati di fotografia, curiosi e fotografi professionisti. Per iscriversi è necessario scaricare il modulo dal sito www.clipcomunicare.it o telefonare al numero 333.9379184. Le iscrizioni scadono venerdì 3 luglio.
Che aspettate? Partecipate numerosi!!!!
Oggi niente ricetta - solo per oggi, tranquilli, che qui i fornelli son sempre accesi - ma un post super speciale per segnalarvi un workshop di foodphotography che terrò insieme al maestro Lido Vannucchi sabato 4 luglio.
Sono talmente emozionata che ancora stento a crederci, ma sarà un vero piacere condividere con tutti voi i segreti della fotografia che più amiamo!
Eccovi qui di seguito tutti i dettagli necessari per poter partecipare.
“LO SGUARDO NEL PIATTO”
A #COSEBUONE UN WORKSHOP CON LIDO VANNUCCHI E SARA FAVILLA
La food photography protagonista sabato 4 luglio a Palazzo Boccella
APERTE LE ISCRIZIONI
Dagli scatti più semplici con lo smartphone all'allestimento di un set nell’angolo più luminoso della cucina. Ecco la food photography, protagonista sabato 4 luglio a Palazzo Boccella a San Gennaro, dalle 15 alle 19, nel workshop “Lo sguardo nel piatto”.
Un corso pratico a tutti gli effetti che vedrà il fotografo professionista Lido Vannucchi, accompagnato dalla food blogger lucchese Sara Favilla, svelare i trucchi del mestiere, insegnare utili accorgimenti per esaltare al meglio i piatti e scegliere le ambientazioni più adatte per dare risalto ai cuochi e alle loro cucine.
Un vero e proprio seminario di fotografia dove protagonisti potranno essere al massimo 60 partecipanti che, armati di smartphone e macchina fotografica, si metteranno alla prova guidati dalla professionalità di Vannucchi e dall'esperienza sul campo di Favilla. “Lo sguardo nel piatto”, infatti, racconta il mondo della food photography a 360 gradi, partendo dall'utilizzo dello smartphone per arrivare alla fotografia con macchina Reflex, dimostrando attraverso prove pratiche come sia possibile ricreare un set con gli oggetti presenti in casa. Il workshop affronterà inoltre il tema della fotografia professionale, dell’interpretazione del soggetto e della tecnica più avanzata e non mancheranno i trucchi di postproduzione per rimediare a qualche errore o per rendere la foto del proprio piatto ancora più accattivante e golosa.
Il seminario di fotografia sarà un ulteriore tassello del mosaico “#CoseBuone”, evento inedito organizzato da Clip Comunicare, in collaborazione con la Fondazione Palazzo Boccella, per il 4 e 5 luglio con l'obiettivo di riunire le eccellenze del territorio: degustazioni di vino e birre artigianali, aperitivi finger food con i prodotti tipici, musica, incontri, workshop. Tutti insieme per raccontare le cose buone e genuine della nostra terra.
Il workshop, a pagamento, è rivolto a un massimo di 60 partecipanti ed è dedicato ad appassionati di fotografia, curiosi e fotografi professionisti. Per iscriversi è necessario scaricare il modulo dal sito www.clipcomunicare.it o telefonare al numero 333.9379184. Le iscrizioni scadono venerdì 3 luglio.
Che aspettate? Partecipate numerosi!!!!
sabato 6 giugno 2015
La maestosità della natura. Tartellette ricotta e fragoline di bosco
Ciao a tutti!
Qualche giorno fa ho avuto il piacere e la fortuna di incontrare Andrea Elmi, produttore dell'azienda agricola Maestà della Formica, una nuova realtà del mio territorio che si sta imponendo per prodotti di qualità eccelsa. Assaggiare una delle loro creazioni (la composta di mirtilli, di mele e abete, di mela e viola, ma anche lo sciroppo di abete e il superbo "neccio e ricotta"), è veramente come tuffarsi in un campo di frutti a 1000 metri di quota.
Se avete in programma una gita o una vacanza in Toscana, non potete non fare una visita al Parco delle Apuane e andare a conoscere la Maestà, immersa nella natura della splendida Careggine!
A ogni modo, dopo questa doverosa digressione, Andrea mi ha regalato una vaschetta di fragoline di bosco di casa sua, appena colte (Andrea è incredibile, ovunque vada pare portarsi appresso un pezzo della sua terra, come se non riuscisse a starne lontano, a dimostrazione di quanto amore metta nella sua attività), ed è stato veramente gentile a regalarle a me.
Immaginate la mia gioia!!!
Mentre le portavo a casa, in auto, l'abitacolo era pervaso dal profumo delle fragoline, sembrava di essere nel bosco, meraviglioso!
Ovviamente ho subito provveduto a impiegarle al meglio, e dopo averne mangiate una manciata (e le avrei finite, tanto erano buone), ho deciso di accompagnarle a delle tartellette di frolla e crema di ricotta.
E la ricetta è tutta per voi (ma le fragoline della Maestà, eh, dovete venire a prendervele!).
CROSTATINE DI RICOTTA E FRAGOLINE DI BOSCO
Ingredienti per circa 8 tartellette di 7 cm di diametro
Per la pasta frolla:
250 g. di farina 00
125 g. di zucchero semolato
120 g. di burro ammorbidito
un pizzico di sale
1 uovo + 1 tuorlo
zeste di un limone
Per la crema di ricotta:
250 g. di ricotta vaccina fresca
2 uova
150 g. di zucchero
zeste di un limone
fragole e zucchero a velo per decorare
Procedimento
Impastate tutti gli ingredienti per la pasta frolla e poi fate riposare in frigo per una mezz'oretta, avvolta in un panno di cotone. Nel frattempo preparate la crema di ricotta: separate i tuorli dagli albumi, montate questi ultimi a neve con un pizzico di sale, mentre mescolate i tuorli con lo zucchero fino a ottenere una crema spumosa. Aggiungete la ricotta, la scorza di limone e da ultimo gli albumi.
Stendete la pasta dello spessore di mezzo centimetro, con un coppapasta ricavate le basi di 7 cm, adagiatele nelle formelle, versate la crema di ricotta e fate cuocere in forno a 180° per 20 minuti circa. Sfornate, fate freddare e decorate con le fragoline lavate e asciugate con cura. Cospargete con zucchero a velo (che sarà assorbito dalle fragole conferendo un bel colore brillante), e servite.
Maestose fragoline di bosco, questi dolcetti sono uno scrigno irresistibile di bontà!
Bon appétit!!!
Qualche giorno fa ho avuto il piacere e la fortuna di incontrare Andrea Elmi, produttore dell'azienda agricola Maestà della Formica, una nuova realtà del mio territorio che si sta imponendo per prodotti di qualità eccelsa. Assaggiare una delle loro creazioni (la composta di mirtilli, di mele e abete, di mela e viola, ma anche lo sciroppo di abete e il superbo "neccio e ricotta"), è veramente come tuffarsi in un campo di frutti a 1000 metri di quota.
Se avete in programma una gita o una vacanza in Toscana, non potete non fare una visita al Parco delle Apuane e andare a conoscere la Maestà, immersa nella natura della splendida Careggine!
A ogni modo, dopo questa doverosa digressione, Andrea mi ha regalato una vaschetta di fragoline di bosco di casa sua, appena colte (Andrea è incredibile, ovunque vada pare portarsi appresso un pezzo della sua terra, come se non riuscisse a starne lontano, a dimostrazione di quanto amore metta nella sua attività), ed è stato veramente gentile a regalarle a me.
Immaginate la mia gioia!!!
Mentre le portavo a casa, in auto, l'abitacolo era pervaso dal profumo delle fragoline, sembrava di essere nel bosco, meraviglioso!
Ovviamente ho subito provveduto a impiegarle al meglio, e dopo averne mangiate una manciata (e le avrei finite, tanto erano buone), ho deciso di accompagnarle a delle tartellette di frolla e crema di ricotta.
E la ricetta è tutta per voi (ma le fragoline della Maestà, eh, dovete venire a prendervele!).
CROSTATINE DI RICOTTA E FRAGOLINE DI BOSCO
Ingredienti per circa 8 tartellette di 7 cm di diametro
Per la pasta frolla:
250 g. di farina 00
125 g. di zucchero semolato
120 g. di burro ammorbidito
un pizzico di sale
1 uovo + 1 tuorlo
zeste di un limone
Per la crema di ricotta:
250 g. di ricotta vaccina fresca
2 uova
150 g. di zucchero
zeste di un limone
fragole e zucchero a velo per decorare
Procedimento
Impastate tutti gli ingredienti per la pasta frolla e poi fate riposare in frigo per una mezz'oretta, avvolta in un panno di cotone. Nel frattempo preparate la crema di ricotta: separate i tuorli dagli albumi, montate questi ultimi a neve con un pizzico di sale, mentre mescolate i tuorli con lo zucchero fino a ottenere una crema spumosa. Aggiungete la ricotta, la scorza di limone e da ultimo gli albumi.
Stendete la pasta dello spessore di mezzo centimetro, con un coppapasta ricavate le basi di 7 cm, adagiatele nelle formelle, versate la crema di ricotta e fate cuocere in forno a 180° per 20 minuti circa. Sfornate, fate freddare e decorate con le fragoline lavate e asciugate con cura. Cospargete con zucchero a velo (che sarà assorbito dalle fragole conferendo un bel colore brillante), e servite.
Maestose fragoline di bosco, questi dolcetti sono uno scrigno irresistibile di bontà!
Bon appétit!!!
venerdì 29 maggio 2015
Un must di stagione. Composta di susine al profumo di anice stellato e Porto
Ben ritrovati cari lettori!
Diciamo la verità, andare al mercato a comprare frutta e verdura di stagione, fa più che mai soddisfazione, ora che i banchi si ripopolano di zucchine, peperoni, pomodori, melanzane, carote... che dire poi della frutta? Fragole, ciliegie, pesche, albicocche, anguria... a tavola dovrebbe essere estate tutto l'anno (e, sì, non solo a tavola, è vero).
Pochi giorni fa ho trovato delle belle susine, molto dolci, ma sapendo che non sarei riuscita a mangiarle tutte, ne ho messe da parte un po' per preparare una composta, che adoro su una bella fetta di pane fresco, ma soprattutto insieme a un'assiette di formaggi a fine pasto o per un aperitivo.
COMPOSTA DI SUSINE AL PROFUMO DI ANICE STELLATO E PORTO
Ingredienti
1 kg di susine nere
200 g. di zucchero semolato
300 g. di zucchero di canna
1 bicchierino di Porto rosso
3 stelle di anice stellato
Procedimento
Mondate le susine, eliminate il nocciolo e tagliatele a dadini. Ponetele in una ciotola a macerare nel Porto per un'oretta, dopodiché mettetele in una casseruola con lo zucchero e l'anice stellato. Fate cuocere almeno mezz'ora, a fuoco lento, girando spesso con un mestolo di legno, fino a ottenere la consistenza che desiderate.
Niente di più facile!
Vi suggerisco di provarla anche con un buon filetto di maiale, ma potete sbizzarrirvi con pecorini di media stagionatura e formaggi a pasta filata come la toma piemontese. Il vostro palato ringrazierà.
Bon appétit!!!
Diciamo la verità, andare al mercato a comprare frutta e verdura di stagione, fa più che mai soddisfazione, ora che i banchi si ripopolano di zucchine, peperoni, pomodori, melanzane, carote... che dire poi della frutta? Fragole, ciliegie, pesche, albicocche, anguria... a tavola dovrebbe essere estate tutto l'anno (e, sì, non solo a tavola, è vero).
Pochi giorni fa ho trovato delle belle susine, molto dolci, ma sapendo che non sarei riuscita a mangiarle tutte, ne ho messe da parte un po' per preparare una composta, che adoro su una bella fetta di pane fresco, ma soprattutto insieme a un'assiette di formaggi a fine pasto o per un aperitivo.
Ingredienti
1 kg di susine nere
200 g. di zucchero semolato
300 g. di zucchero di canna
1 bicchierino di Porto rosso
3 stelle di anice stellato
Procedimento
Mondate le susine, eliminate il nocciolo e tagliatele a dadini. Ponetele in una ciotola a macerare nel Porto per un'oretta, dopodiché mettetele in una casseruola con lo zucchero e l'anice stellato. Fate cuocere almeno mezz'ora, a fuoco lento, girando spesso con un mestolo di legno, fino a ottenere la consistenza che desiderate.
Niente di più facile!
Vi suggerisco di provarla anche con un buon filetto di maiale, ma potete sbizzarrirvi con pecorini di media stagionatura e formaggi a pasta filata come la toma piemontese. Il vostro palato ringrazierà.
Bon appétit!!!
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Vegano
venerdì 8 maggio 2015
Punto d'incontro. Carnalmente, ovvero dell'irresistibile riscoperta delle origini
![]() |
| Lido Vannucchi Ph. |
Metti una sera a cena nel
cuore di una tranquilla cittadina di provincia. Un angolo di paradiso ricavato
da una vecchia officina, proprio dietro una delle piazze più famose del mondo,
che grazie all'ardire e alla passione di alcuni giovani, è stato riscoperto e
rivalutato - Punto Officina del Gusto. Da antica casa di piacere (e l’immagine sacra sopra l’ingresso ne è
la spia) a officina di manutenzione, e ora locale in perfetto stile minimal
chic e industrial insieme, con una ricerca maniacale e raffinatissima per i
dettagli second hand e il meraviglioso patio interno colorato da azalee in
fiore e un’antica fontana nascosta tra gli arbusti. Una vera e propria
metamorfosi, si potrebbe dire, che porta con sé le vestigia del passato: il
piacere e la tecnica.
Questo binomio è suggellato
da una cucina unica nel suo genere, sapientemente guidata da uno degli chef più
giovani e innovativi del momento, Damiano Donati, tatuatissimo e sempre
sorridente, che ci ha aperto le sue porte in occasione di questa serata
particolare, all'insegna di un menu rigorosamenteanti-vegetariano.
| Le mani d'oro di Damiano Donati |
| Maestria. Punto. |
| Lo staff e la cucina |
Protagonista dell’evento, accanto allo chef e al suo team, la celebrazione
della carne, presentata attraverso un percorso quasi teatrale da un personaggio
davvero insolito: il “Beccaio” Michelangelo Masoni, vero e proprio artista (e
non lo chiamate macellaio, si offende).
![]() |
| Lido Vannucchi ph. |
| Lo chef Damiano Donati con il Beccaio Michelangelo Masoni |
Il maestoso pezzo di
carne appeso che campeggia nella sala dà il benvenuto ai commensali ignari di
cosa li aspetti, finché comincia la cena-show guidata dal Beccaio che ci
conduce in un percorso rabelaisiano di ritorno alle viscere, alle origini. Dopo
un rituale iniziatico, dalla cucina escono i primi piatti – battuto di carne
cruda e carpaccio – da mangiare rigorosamente con le mani - e un meraviglioso
consommé con polpettina di carne servito nel patio in un cocktail glass.
Raffinatissimo e squisito.
| Preparazione del battuto di carne |
| Battuto di carne in preparazione |
| Consommé con polpetta nel cocktail glass |
| Consommé con polpetta nel cocktail glass |
A suggello della prima parte della serata, i
commensali vengono invitati a entrare nel ventre del locale, la cucina, in un
percorso a tappe tra i fornelli alla conquista della bourguignonne. In una ciotola
i bocconcini di carne, più avanti una padella con olio bollente in cui tuffare
per pochi secondi il bastoncino, e poco più in là un tris di salse speciali. Un
trionfo di sapori sorprendenti e inusitati che deliziano tutti.
| Bourguignonne |
| Le salse per la bourguignonne |
La seconda parte dello
show viene di nuovo introdotta dal Masoni che rievoca l’antico mestiere della
macellazione della carne, attraverso un tappeto di erba e fiori, metafora
arcadica che polemizza sottilmente sugli odierni processi industriali di
trattamento delle carni.
Il colpo di grazia finale e il trionfo carnivoro si
dispiega nei piatti con una meravigliosa costata di manzo morbidissima, cotta
lentamente con affumicatura e servita con verdure di stagione – barbabietole e
cipollotti.
| Il taglio della carne |
| I cipollotti |
| Le barbabietole |
Che serata unica al
Punto! Perfetta in tutto, l’ambientazione, l’affabilità del personale di sala e
di cucina, la presentazione di materie prime di qualità eccelsa – in primis la
carne del Masoni -, la maestria dello chef Donati, e l’atmosfera teatralmente
ancestrale e quasi mistica in cui siamo stati calati. Carnalmente. Punto.
sabato 18 aprile 2015
Quando il viaggio è nella pancia. Dahl di lenticchie rosse
Buon weekend cari lettori!
Molti di voi conoscono la mia passione smisurata per le spezie, perché, oltre a essere dei veri campioni di sostanze benefiche per l'organismo, conferiscono ai cibi degli aromi più ricchi senza appesantire. Vero è che bisogna saperle dosare ad arte onde evitare che coprano i sapori o che addirittura rendano più difficoltosa la digestione, sortendo quindi l'effetto contrario.
Oggi vi propongo questa ricettina direttamente dall'India e che quindi pullula di ingredienti, ma che in realtà è molto semplice da realizzare. Basta munirsi di tutto il necessario (e i minimarket etnici sono una vera manna) e avere una quarantina di minuti a disposizione per cucinare.
Per la mia versione del dahl, una sorta di zuppetta di cui esistono decine di varianti, mi sono ispirata al blog La Cucina della Capra, ma ognuno può personalizzarla a seconda del proprio gusto.
DAHL DI LENTICCHIE ROSSE
Ingredienti:
1 carota
1 cipolla
1 costa di sedano
1 pomodoro tondo rosso
1 spicchio d'aglio
Una tazza e mezzo di lenticchie rosse decorticate
Brodo vegetale
Il succo di mezzo limone
Olio evo
Mezzo cucchiaino di coriandolo
Mezzo cucchiaino di zenzero
Mezzo cucchiaino di cannella
1 cucchiaino di curcuma
1 cucchiaino di semi di cumino
2 capsule di cardamomo verde
Mezzo cucchiaino di peperoncino in polvere
Prezzemolo fresco a piacere
Procedimento:
Mondate la carota, la cipolla ed eliminate i filamenti del sedano, quindi frullateli in un mixer. Fate soffriggere per qualche minuto in una casseruola dai bordi alti con un giro di olio evo, quindi aggiungete il pomodoro precedentemente sbollentato, sbucciato e tagliato a dadini. Quindi aggiungete tutte le spezie e i semi del cardamomo, a fuoco dolce. Quando sentirete la casa inondarsi di un intenso profumo, ecco, è il momento di unire le lenticchie rosse - dopo averle sciacquate, mi raccomando. Fate insaporire per pochi minuti, quindi versate il brodo caldo fino a coprire le lenticchie, mescolate bene e lasciate sobbollire con il coperchio, per almeno 25 minuti, o finché le lenticchie non saranno quasi sfatte. Se dovesse asciugare troppo unite altro brodo. Aggiustate di sale e di consistenza. A cottura ultimata unite il succo di limone che farà da contrappunto ideale alla dolcezza del piatto. Decorate con prezzemolo fresco tritato, a piacere, e accompagnate con del riso basmati bollito,
Straordinario! Potete prepararne un po' di più e consumarlo anche il giorno dopo, come per tutte le zuppe sarà ancora più buono!
Bon appétit!!!
Molti di voi conoscono la mia passione smisurata per le spezie, perché, oltre a essere dei veri campioni di sostanze benefiche per l'organismo, conferiscono ai cibi degli aromi più ricchi senza appesantire. Vero è che bisogna saperle dosare ad arte onde evitare che coprano i sapori o che addirittura rendano più difficoltosa la digestione, sortendo quindi l'effetto contrario.
Oggi vi propongo questa ricettina direttamente dall'India e che quindi pullula di ingredienti, ma che in realtà è molto semplice da realizzare. Basta munirsi di tutto il necessario (e i minimarket etnici sono una vera manna) e avere una quarantina di minuti a disposizione per cucinare.
Per la mia versione del dahl, una sorta di zuppetta di cui esistono decine di varianti, mi sono ispirata al blog La Cucina della Capra, ma ognuno può personalizzarla a seconda del proprio gusto.
DAHL DI LENTICCHIE ROSSE
Ingredienti:
1 carota
1 cipolla
1 costa di sedano
1 pomodoro tondo rosso
1 spicchio d'aglio
Una tazza e mezzo di lenticchie rosse decorticate
Brodo vegetale
Il succo di mezzo limone
Olio evo
Mezzo cucchiaino di coriandolo
Mezzo cucchiaino di zenzero
Mezzo cucchiaino di cannella
1 cucchiaino di curcuma
1 cucchiaino di semi di cumino
2 capsule di cardamomo verde
Mezzo cucchiaino di peperoncino in polvere
Prezzemolo fresco a piacere
Procedimento:
Mondate la carota, la cipolla ed eliminate i filamenti del sedano, quindi frullateli in un mixer. Fate soffriggere per qualche minuto in una casseruola dai bordi alti con un giro di olio evo, quindi aggiungete il pomodoro precedentemente sbollentato, sbucciato e tagliato a dadini. Quindi aggiungete tutte le spezie e i semi del cardamomo, a fuoco dolce. Quando sentirete la casa inondarsi di un intenso profumo, ecco, è il momento di unire le lenticchie rosse - dopo averle sciacquate, mi raccomando. Fate insaporire per pochi minuti, quindi versate il brodo caldo fino a coprire le lenticchie, mescolate bene e lasciate sobbollire con il coperchio, per almeno 25 minuti, o finché le lenticchie non saranno quasi sfatte. Se dovesse asciugare troppo unite altro brodo. Aggiustate di sale e di consistenza. A cottura ultimata unite il succo di limone che farà da contrappunto ideale alla dolcezza del piatto. Decorate con prezzemolo fresco tritato, a piacere, e accompagnate con del riso basmati bollito,
Straordinario! Potete prepararne un po' di più e consumarlo anche il giorno dopo, come per tutte le zuppe sarà ancora più buono!
Bon appétit!!!
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Vegano
martedì 14 aprile 2015
Madeleines salate al sesamo e curry. La versione salata di Proust
Ben ritrovati cari lettori!
Sono certa che tutti voi conoscete le madeleines, i dolcetti francesi sulle cui origini si narrano vari episodi, ma che devono la loro celebrità definitiva a Proust, che nella sua Recherche racconta di aver mangiato una madeleine e di essere ripiombato nei ricordi della sua infanzia, da cui è scaturita l'opera "Dalla parte di Swann".
"Poco dopo, sentendomi triste per la giornata cupa e la prospettiva di un domani doloroso, portai macchinalmente alle labbra un cucchiaino del tè nel quale avevo lasciato inzuppare un pezzetto della maddalena. Ma appena la sorsata mescolata alle briciole del pasticcino toccò il mio palato, trasalii, attento al fenomeno straordinario che si svolgeva in me. Un delizioso piacere m’aveva invaso, isolato, senza nozione di causa. E subito, m’aveva reso indifferenti le vicissitudini, inoffensivi i rovesci, illusoria la brevità della vita…non mi sentivo più mediocre, contingente, mortale. Da dove m’era potuta venire quella gioia violenta ? Sentivo che era connessa col gusto del tè e della maddalena. Ma lo superava infinitamente, non doveva essere della stessa natura."
Ecco, senza voler osare un paragone con cotanto maestro, posso modestamente dire che a ogni morso, le madeleines mi riportano alle mie vacanze di bambina in Corsica e in Francia, in cui i miei genitori non facevano mai mancare i pains au chocolat e le madeleines a colazione. Incredibile come certi ricordi dell'infanzia siano indissolubilmente legati a sapori e odori!
L'altro giorno in libreria ho scovato un libriccino delizioso interamente dedicato alle madeleines, e al solito non ho potuto resistere.
La ricetta di oggi è una variante salata ispirata al suddetto ricettario. Con buona pace di Proust e delle leggende!
MADELEINES AL SESAMO E CURRY
Ingredienti per circa 20 madeleines:
3 uova
30 g. di parmigiano reggiano grattugiato
120 g. di farina 00
30 g. di farina di mandorle
2 cucchiai di salsa di soia
2 cucchiai di semi di sesamo integrale
1 cucchiaino di curry
1 cucchiaino raso di lievito per torte salate
6 cucchiai di olio di semi di girasole
Sale e pepe nero macinato fresco
Procedimento:
Setacciate la farina col lievito, quindi mescolate con la farina di mandorle. In una ciotola sbattete le uova col parmigiano, aggiungete poi le farine, il cucchiaino di curry, la salsa di soia, l'olio, i semi di sesamo, poco sale e il pepe. Mescolate con una frusta fino a ottenere un composto omogeneo.
Lasciate riposare in frigo per almeno un'ora.
Scaldate il forno a 270°, riempite gli appositi stampini di silicone e infornate le madeleines per 4 minuti. Abbassate quindi la temperatura a 210° e continuate la cottura per 4/6 minuti. Nel frattempo inizieranno a gonfiarsi e quando saranno dorate saranno pronte. Togliete dal forno, fate raffreddare qualche minuto, sformate e servite tiepide.
Sono ottime come appetizer, o in accompagnamento a un'insalatina primaverile.
Una tira l'altra, fidatevi. Inutile dirvi che si conservano per qualche giorno in un contenitore ermetico di vetro, non dureranno più di un'ora sulla vostra tavola!
Bon appétit!!!
Sono certa che tutti voi conoscete le madeleines, i dolcetti francesi sulle cui origini si narrano vari episodi, ma che devono la loro celebrità definitiva a Proust, che nella sua Recherche racconta di aver mangiato una madeleine e di essere ripiombato nei ricordi della sua infanzia, da cui è scaturita l'opera "Dalla parte di Swann".
"Poco dopo, sentendomi triste per la giornata cupa e la prospettiva di un domani doloroso, portai macchinalmente alle labbra un cucchiaino del tè nel quale avevo lasciato inzuppare un pezzetto della maddalena. Ma appena la sorsata mescolata alle briciole del pasticcino toccò il mio palato, trasalii, attento al fenomeno straordinario che si svolgeva in me. Un delizioso piacere m’aveva invaso, isolato, senza nozione di causa. E subito, m’aveva reso indifferenti le vicissitudini, inoffensivi i rovesci, illusoria la brevità della vita…non mi sentivo più mediocre, contingente, mortale. Da dove m’era potuta venire quella gioia violenta ? Sentivo che era connessa col gusto del tè e della maddalena. Ma lo superava infinitamente, non doveva essere della stessa natura."
Ecco, senza voler osare un paragone con cotanto maestro, posso modestamente dire che a ogni morso, le madeleines mi riportano alle mie vacanze di bambina in Corsica e in Francia, in cui i miei genitori non facevano mai mancare i pains au chocolat e le madeleines a colazione. Incredibile come certi ricordi dell'infanzia siano indissolubilmente legati a sapori e odori!
L'altro giorno in libreria ho scovato un libriccino delizioso interamente dedicato alle madeleines, e al solito non ho potuto resistere.
La ricetta di oggi è una variante salata ispirata al suddetto ricettario. Con buona pace di Proust e delle leggende!
MADELEINES AL SESAMO E CURRY
Ingredienti per circa 20 madeleines:
3 uova
30 g. di parmigiano reggiano grattugiato
120 g. di farina 00
30 g. di farina di mandorle
2 cucchiai di salsa di soia
2 cucchiai di semi di sesamo integrale
1 cucchiaino di curry
1 cucchiaino raso di lievito per torte salate
6 cucchiai di olio di semi di girasole
Sale e pepe nero macinato fresco
Procedimento:
Setacciate la farina col lievito, quindi mescolate con la farina di mandorle. In una ciotola sbattete le uova col parmigiano, aggiungete poi le farine, il cucchiaino di curry, la salsa di soia, l'olio, i semi di sesamo, poco sale e il pepe. Mescolate con una frusta fino a ottenere un composto omogeneo.
Lasciate riposare in frigo per almeno un'ora.
Scaldate il forno a 270°, riempite gli appositi stampini di silicone e infornate le madeleines per 4 minuti. Abbassate quindi la temperatura a 210° e continuate la cottura per 4/6 minuti. Nel frattempo inizieranno a gonfiarsi e quando saranno dorate saranno pronte. Togliete dal forno, fate raffreddare qualche minuto, sformate e servite tiepide.
Sono ottime come appetizer, o in accompagnamento a un'insalatina primaverile.
Una tira l'altra, fidatevi. Inutile dirvi che si conservano per qualche giorno in un contenitore ermetico di vetro, non dureranno più di un'ora sulla vostra tavola!
Bon appétit!!!
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mercoledì 8 aprile 2015
Risotto con carciofi e salmone affumicato profumato all'arancia. Titolo lungo quanto il piacere
Ben ritrovati cari lettori!
E anche il tormentone della Pasqua ce lo siamo tolto, la stagione delle grigliate e dei pranzi in giardino è ufficialmente iniziata, e quindi dobbiamo (continuare a) festeggiare!
Per quanto mi riguarda, qualche giorno fa curiosavo tra i vari menu pasquali che circolavano nel web. E data la mia naturale propensione per i carboidrati, a cui non riesco mai a rinunciare, ho colto l'ispirazione per sperimentare il piatto di cui vado subito a parlarvi.
Beh, le feste sono finite, ma la voglia di mangiare bene non deve mai finire, sia chiaro.
Sotto coi fornelli, andiamo!
RISOTTO CON CARCIOFI E SALMONE AFFUMICATO PROFUMATO ALL'ARANCIA
Ingredienti per 2 persone:
160 g. di riso carnaroli
2 carciofi morelli
1 limone
50 g, di salmone affumicato norvegese
La scorza di un'arancia
1 scalogno
Mezzo cucchiaino di semi di nigella
Mezzo cucchiaino di aneto
Mezzo bicchiere di vino bianco secco
Brodo vegetale q.b.
Sale q.b.
Olio evo
Preparazione:
Mondate i carciofi e tagliateli a fettine sottili, quindi immergeteli in una ciotola con acqua acidulata per evitare che anneriscano.
In una casseruola dai bordi alti fate soffriggere lo scalogno con poco olio a fuoco dolce, quindi unitevi i carciofi e fate rosolare per qualche minuto, quindi aggiustate di sale ed eventualmente aggiungete qualche goccia d'acqua. Dopo una decina di minuti versate il riso, fatelo tostare e sfumate con il vino bianco. Quando l'alcol sarà evaporato, continuate la normale cottura aggiungendo poco per volta il brodo ben caldo. A fine cottura, dopo circa un quarto d'ora, mantecate con il salmone affumicato tagliato a dadini, l'aneto e grattugiate la scorza d'arancia. Dopo un paio di minuti, facendo attenzione che il risotto non risulti troppo asciutto, impiattate aggiungendo una fetta d'arancia pelata al vivo e cospargendo di semi di nigella.
La semplicità di questo piatto è direttamente proporzionale alla sua bontà! Davvero strepitoso!
Bon appétit!!!
E anche il tormentone della Pasqua ce lo siamo tolto, la stagione delle grigliate e dei pranzi in giardino è ufficialmente iniziata, e quindi dobbiamo (continuare a) festeggiare!
Per quanto mi riguarda, qualche giorno fa curiosavo tra i vari menu pasquali che circolavano nel web. E data la mia naturale propensione per i carboidrati, a cui non riesco mai a rinunciare, ho colto l'ispirazione per sperimentare il piatto di cui vado subito a parlarvi.
Beh, le feste sono finite, ma la voglia di mangiare bene non deve mai finire, sia chiaro.
Sotto coi fornelli, andiamo!
RISOTTO CON CARCIOFI E SALMONE AFFUMICATO PROFUMATO ALL'ARANCIA
Ingredienti per 2 persone:
160 g. di riso carnaroli
2 carciofi morelli
1 limone
50 g, di salmone affumicato norvegese
La scorza di un'arancia
1 scalogno
Mezzo cucchiaino di semi di nigella
Mezzo cucchiaino di aneto
Mezzo bicchiere di vino bianco secco
Brodo vegetale q.b.
Sale q.b.
Olio evo
Preparazione:
Mondate i carciofi e tagliateli a fettine sottili, quindi immergeteli in una ciotola con acqua acidulata per evitare che anneriscano.
In una casseruola dai bordi alti fate soffriggere lo scalogno con poco olio a fuoco dolce, quindi unitevi i carciofi e fate rosolare per qualche minuto, quindi aggiustate di sale ed eventualmente aggiungete qualche goccia d'acqua. Dopo una decina di minuti versate il riso, fatelo tostare e sfumate con il vino bianco. Quando l'alcol sarà evaporato, continuate la normale cottura aggiungendo poco per volta il brodo ben caldo. A fine cottura, dopo circa un quarto d'ora, mantecate con il salmone affumicato tagliato a dadini, l'aneto e grattugiate la scorza d'arancia. Dopo un paio di minuti, facendo attenzione che il risotto non risulti troppo asciutto, impiattate aggiungendo una fetta d'arancia pelata al vivo e cospargendo di semi di nigella.
La semplicità di questo piatto è direttamente proporzionale alla sua bontà! Davvero strepitoso!
Bon appétit!!!
venerdì 3 aprile 2015
Vellutata di zucca per salutare l'inverno
Ben ritrovati a voi!
Ma soprattutto ben ritrovata a me, che ho passato questo ultimo mese in una sorta di delirio lavorativo, tanto che non mi sono proprio accorta di non aver scritto nemmeno una ricetta una.
Beh, nel frattempo è arrivata la primavera, l'ora legale, le belle giornate lunghe, e ora arriva anche la Pasqua con tutti quei bei pranzi en plein air e quelle meravigliose ricette ricche di uova e cioccolata...
Andando come sempre controcorrente, oggi vi propongo una ricetta sulla scia dell'ultima propaggine invernale che ancora ci accompagna sulla tavola. E d'ora in poi avanti con la primavera!
VELLUTATA DI ZUCCA, PORRI E SPECK
Ingredienti per 2 persone:
500 g. di zucca gialla
1 porro
1 patata media
brodo vegetale (preparato con 1l. di acqua, 1 carota, 1 costa di sedano e una cipolla)
un rametto di mirto fresco
1 cucchiaino di curcuma
sale e pepe nero q.b.
olio evo
80 g. di speck tagliato a dadini
yogurt greco
Procedimento:
Mondate la zucca e la patata e tagliatele a dadini. Togliete la parte esterna più spessa del porro e tagliatelo a rondelle, dopodiché fatelo rosolare in un casseruola con un giro d'olio e il rametto di mirto. Aggiungete quindi la patata e la zucca. Fate cuocere e insaporire per qualche minuto, quindi irrorate con il brodo caldo, aggiungete il cucchiaino di curcuma, aggiustate di sale e fate cuocere per una ventina di minuti girando ogni tanto.
Ne frattempo soffriggete in una piccola padella antiaderente i dadini di speck, fino a farli diventare croccanti ma non secchi.
Togliete il rametto di mirto e frullate le verdure con un mixer a immersione, finché non avrete ottenuto un composto liscio e denso. Fate di nuovo bollire per qualche minuto, quindi procedete a impiattare, versando la vellutata in una bella scodella. Aggiungete quindi un cucchiaio di yogurt greco, una generosa manciata di dadini di speck e macinate del pepe fresco, a piacere
I colori sono primaverili, tutto sommato, ma il gusto... ah, quello è decisamente evergreen!
Bon appétit!!!
Ma soprattutto ben ritrovata a me, che ho passato questo ultimo mese in una sorta di delirio lavorativo, tanto che non mi sono proprio accorta di non aver scritto nemmeno una ricetta una.
Beh, nel frattempo è arrivata la primavera, l'ora legale, le belle giornate lunghe, e ora arriva anche la Pasqua con tutti quei bei pranzi en plein air e quelle meravigliose ricette ricche di uova e cioccolata...
Andando come sempre controcorrente, oggi vi propongo una ricetta sulla scia dell'ultima propaggine invernale che ancora ci accompagna sulla tavola. E d'ora in poi avanti con la primavera!
VELLUTATA DI ZUCCA, PORRI E SPECK
Ingredienti per 2 persone:
500 g. di zucca gialla
1 porro
1 patata media
brodo vegetale (preparato con 1l. di acqua, 1 carota, 1 costa di sedano e una cipolla)
un rametto di mirto fresco
1 cucchiaino di curcuma
sale e pepe nero q.b.
olio evo
80 g. di speck tagliato a dadini
yogurt greco
Procedimento:
Mondate la zucca e la patata e tagliatele a dadini. Togliete la parte esterna più spessa del porro e tagliatelo a rondelle, dopodiché fatelo rosolare in un casseruola con un giro d'olio e il rametto di mirto. Aggiungete quindi la patata e la zucca. Fate cuocere e insaporire per qualche minuto, quindi irrorate con il brodo caldo, aggiungete il cucchiaino di curcuma, aggiustate di sale e fate cuocere per una ventina di minuti girando ogni tanto.
Ne frattempo soffriggete in una piccola padella antiaderente i dadini di speck, fino a farli diventare croccanti ma non secchi.
Togliete il rametto di mirto e frullate le verdure con un mixer a immersione, finché non avrete ottenuto un composto liscio e denso. Fate di nuovo bollire per qualche minuto, quindi procedete a impiattare, versando la vellutata in una bella scodella. Aggiungete quindi un cucchiaio di yogurt greco, una generosa manciata di dadini di speck e macinate del pepe fresco, a piacere
I colori sono primaverili, tutto sommato, ma il gusto... ah, quello è decisamente evergreen!
Bon appétit!!!
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Zucca
sabato 28 febbraio 2015
L'arte di arrangiarsi. Spaghetti zucca e vongole
Buon weekend a voi tutti!
Il piatto di oggi è nato per caso qualche giorno fa, guardando il frigo mezzo vuoto - caso rarissimo, perché se proprio c'è una cosa che non sopporto è avere il frigo vuoto, mi mette ansia - in cui campeggiavano solo un pezzo di zucca, qualche limone e due vasetti di yogurt.
La fame e il desiderio di mangiare qualcosa di buono, durante la pausa pranzo, mi hanno indotta ad arrangiarmi improvvisando un piatto di pasta.
Ne è nato questo, e come spesso accade, l'improvvisazione ha premiato il mio palato!
SPAGHETTI ZUCCA E VONGOLE
Ingredienti per 2 persone:
200 g. di spaghetti n. 5
300 g. di zucca pulita
2 spicchi di aglio
olio evo
zenzero secco
pepe nero q.b.
una confezione di vongole surgelate (se le avete fresche, meglio)
sale
Procedimento:
Mondate accuratamente la zucca, quindi riducetela in dadini. In una padella fate scaldare l'olio con l'aglio, senza farlo scurire (altrimenti diventa amaro), quindi unite la zucca e una spolverata di zenzero. Fate appassire, salando all'occorrenza e aggiungendo qualche cucchiaio di acqua calda, se dovesse asciugare troppo.
In un'altra padella, fate scaldare l'olio e l'altro spicchio d'aglio, quindi unite le vongole surgelate e fate cuocere pochi minuti, senza aggiungere sale, ma solo qualche goccia di vino bianco.
Quando la zucca sarà diventata morbida, schiacciatela con una forchetta, fino a ridurla a una poltiglia uniforme. Quindi aggiustate di sale e pepe nero macinato fresco.
Cuocete gli spaghetti al dente, scolatela direttamente nella padella della zucca, finite di cuocere aggiungendo qualche mestolo di acqua di cottura della pasta, e prima di servire aggiungete le vongole. Impiattate e a piacere unite del prezzemolo tritato (che io non avevo).
Leggera, facile facile e saporitissima!
Bon appétit!!!
giovedì 5 febbraio 2015
L'illusione della leggerezza. Sablé francesi
Ciao a tutti!
In questi giorni ho particolarmente voglia di cucinare, forse perché ho particolarmente fame, forse perché fa particolarmente freddo. A parte tutti questi "particolarmente", che in fondo lasciano il tempo che trovano, sfogliando vecchi appunti di cucina, ho trovato questa ricetta di biscotti talmente facile che potrebbe farli anche un bambino di 5 anni.
Si tratta dei classici sablé francesi, friabili e burrosi, taaaanto burrosi che quasi si sciolgono tra le mani. Ma senza uova, il che dà l'illusione che siano meno colesterolici.
Non diciamo niente alla nostra dieta, mangiamoli e non pensiamoci più. Il godimento è assicurato. Al resto ci pensa la palestra.
BISCOTTI SABLÉ
Ingredienti per circa 15 biscotti:
100 g. di burro
100 g. di farina 00
100 g. di farina di mandorle
100 g. di zucchero
1/2 cucchiaino di vanillina
Procedimento:
In una ciotola mescolate la farina bianca con la farina di mandorle, la vanillina e lo zucchero. Unite lo zucchero morbido a tocchetti (io l'ho lasciato una mezz'oretta a temperatura ambiente), e impastate con una forchetta, aiutandovi anche con le mani, fino a ottenere un impasto omogeneo. Formate quindi un cilindro, e avvolgetelo nella pellicola. Fate riposare per una ventina di minuti in frigo, quindi tagliate il cilindro a fette dello spessore di mezzo centimetro che andrete ad adagiare su una teglia rivestita con la carta da forno.
Cuocete a 170° per una ventina di minuti, finché non sono dorati.
Venti minuti per cuocere, venti minuti per farli freddare, venti minuti per farli sparire tutti. Spolverati. Meno male li ho fotografati in tempo. Terrific!
Bon appétit!!!
venerdì 30 gennaio 2015
Cappellacci contro i momentacci
Ben ritrovati a voi tutti!
Avete presente quelle giornate in cui è tutto nero, non vedete la luce in fondo al tunnel (e se sì, pensate siano solo i fari di un treno), e vi sembra di non infilarne una per il verso giusto?
Ecco, a me è capitato qualche giorno fa. Niente di grave, per carità, normale amministrazione.
L'importante è mettersi l'animo in pace e aspettare che la bufera passi, perché prima o poi passa - più prima che poi, auspicabilmente.
Nel frattempo che si fa? Per esorcizzare il malumore e il pessimismo cosmico, vi consiglio di rifugiarvi tra le pagine di un buon libro - anche un libro di ricette - e vedrete che arriverà irrefrenabile la voglia di cucinare qualcosa. E quel qualcosa potrebbe persino rivelarsi inaspettatamente squisito, bello e confortante, per il palato e per l'umore.
A me è andata esattamente così, la kitchen-therapy ancora una volta si è confermata il rimedio migliore per una giornata nera nerissima.
Ecco qui il risultato.
CAPPELLACCI RIPIENI DI PORCINI E ASIAGO
Ingredienti per 2 persone:
Per la pasta fresca:
200 g. di farina 00
2 uova freschissime
1 pizzico di sale
Per il ripeno:
20 g. di porcini essiccati
50 g. di asiago
olio evo
erba cipollina
olio evo
sale e pepe nero q.b.
burro chiarificato fuso per condire
Procedimento:
Su una spianatoia versate la farina a fontana e rompetevi in mezzo le uova che sbatterete delicatamente con una forchetta. Aggiungete un pizzico di sale e iniziate ad amalgamare l'impasto sempre aiutandovi con la forchetta. Quando inizia a farsi più denso continuate a impastare con le mani per almeno 5 minuti - ci vuole energia e pazienza - finché l'impasto non diventerà omogeneo e più morbido. Formate una palla e avvolgetela in un canovaccio. Fate riposare almeno una mezz'oretta.
Nel frattempo preparate il ripieno. Ammollate i porcini in acqua tiepida per 10 minuti e tagliate l'asiago a dadini piccolissimi.
In una padella fate scaldare un filo d'olio, unitevi quindi i porcini strizzati e fate saltare per qualche minuto. Aggiustate di sale (mettetene poco, ché l'asiago è saporito) e pepe, quindi togliete dal fuoco e fate raffreddare, scolando l'eventuale liquido in eccesso. Un volta freddi, tagliateli finemente al coltello e unite l'erba cipollina e i dadini di asiago.
Stendete la pasta sottilmente, poi tagliatela in quadrati di circa 5 cm di lato. Disponetevi un cucchiaino di ripieno, quindi chiudete a triangolo e sigillate bene i bordi facendo pressione opportuna (potete aiutarvi anche con un rosso d'uovo, ma io ho evitato), e stando attenti a eliminare l'aria all'interno, quindi chiudete il triangolo a formare i cappellacci.
Cuoceteli in acqua bollente e salata per circa 5-7 minuti e scolateli in una padella dove avrete sciolto il burro. Fate insaporire per un paio di minuti, rifinite a piacere con erba cipollina sminuzzata e servite.
La giornata ha svoltato, inutile dirlo. Questi cappellacci sono facili e veloci da realizzare, e si possono farcire davvero a piacimento. Viva la pasta fresca e, perché no, le giornate nere!
Bon appétit!!!
Avete presente quelle giornate in cui è tutto nero, non vedete la luce in fondo al tunnel (e se sì, pensate siano solo i fari di un treno), e vi sembra di non infilarne una per il verso giusto?
Ecco, a me è capitato qualche giorno fa. Niente di grave, per carità, normale amministrazione.
L'importante è mettersi l'animo in pace e aspettare che la bufera passi, perché prima o poi passa - più prima che poi, auspicabilmente.
Nel frattempo che si fa? Per esorcizzare il malumore e il pessimismo cosmico, vi consiglio di rifugiarvi tra le pagine di un buon libro - anche un libro di ricette - e vedrete che arriverà irrefrenabile la voglia di cucinare qualcosa. E quel qualcosa potrebbe persino rivelarsi inaspettatamente squisito, bello e confortante, per il palato e per l'umore.
A me è andata esattamente così, la kitchen-therapy ancora una volta si è confermata il rimedio migliore per una giornata nera nerissima.
Ecco qui il risultato.
CAPPELLACCI RIPIENI DI PORCINI E ASIAGO
Ingredienti per 2 persone:
Per la pasta fresca:
200 g. di farina 00
2 uova freschissime
1 pizzico di sale
Per il ripeno:
20 g. di porcini essiccati
50 g. di asiago
olio evo
erba cipollina
olio evo
sale e pepe nero q.b.
burro chiarificato fuso per condire
Procedimento:
Su una spianatoia versate la farina a fontana e rompetevi in mezzo le uova che sbatterete delicatamente con una forchetta. Aggiungete un pizzico di sale e iniziate ad amalgamare l'impasto sempre aiutandovi con la forchetta. Quando inizia a farsi più denso continuate a impastare con le mani per almeno 5 minuti - ci vuole energia e pazienza - finché l'impasto non diventerà omogeneo e più morbido. Formate una palla e avvolgetela in un canovaccio. Fate riposare almeno una mezz'oretta.
Nel frattempo preparate il ripieno. Ammollate i porcini in acqua tiepida per 10 minuti e tagliate l'asiago a dadini piccolissimi.
In una padella fate scaldare un filo d'olio, unitevi quindi i porcini strizzati e fate saltare per qualche minuto. Aggiustate di sale (mettetene poco, ché l'asiago è saporito) e pepe, quindi togliete dal fuoco e fate raffreddare, scolando l'eventuale liquido in eccesso. Un volta freddi, tagliateli finemente al coltello e unite l'erba cipollina e i dadini di asiago.
Stendete la pasta sottilmente, poi tagliatela in quadrati di circa 5 cm di lato. Disponetevi un cucchiaino di ripieno, quindi chiudete a triangolo e sigillate bene i bordi facendo pressione opportuna (potete aiutarvi anche con un rosso d'uovo, ma io ho evitato), e stando attenti a eliminare l'aria all'interno, quindi chiudete il triangolo a formare i cappellacci.
Cuoceteli in acqua bollente e salata per circa 5-7 minuti e scolateli in una padella dove avrete sciolto il burro. Fate insaporire per un paio di minuti, rifinite a piacere con erba cipollina sminuzzata e servite.
La giornata ha svoltato, inutile dirlo. Questi cappellacci sono facili e veloci da realizzare, e si possono farcire davvero a piacimento. Viva la pasta fresca e, perché no, le giornate nere!
Bon appétit!!!
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sabato 24 gennaio 2015
La mia prima Tajine!
Buon weekend a voi tutti!
Eccomi di nuovo qui a raccontarvi le mie peripezie culinarie, in perenne conflitto tra il poco tempo a disposizione per cucinare e la curiosità di sperimentare sempre qualcosa di nuovo, anche perché, diciamolo, io ho sempre fame.
Per Natale i miei mi hanno regalato una tajine marocchina originale, la pentola di coccio a cono con cui si possono realizzare strepitosi stufati a base di carne, pesce e verdure (ma anche dolci, eh). Così, dopo averla opportunamente trattata tenendola in acqua fredda, poi ungendola d'olio e mettendola in forno riscaldato a 150 gradi (ci vuole un pomeriggio, a fare le cose per bene), proprio perché è una pentola artigianale e senza il trattamento potrebbe rompersi ad alte temperature... insomma, era giunta l'ora che la provassi!
E per il collaudo ho scelto una ricetta facile facile, ma molto saporita, grazie alle mie adorate spezie!
TAJINE DI VERDURE E TOFU
Ingredienti per 2 persone:
1/2 cavolfiore bianco
2 carote
1 patata a pasta gialla, piuttosto grande
1 panetto di tofu (io ho usato il tofu alle erbette, più saporito)
1 scalogno
1 spicchio d'aglio viola
1 cucchiaino di curcuma
1 cucchiaio di pepe di Sichuan in grani
Olio evo
Sale
Procedimento:
Iniziate mondando le verdure, quindi tagliate le carote e la patata a dadini e riducete il cavolfiore in cimette, sbucciate l'aglio e tagliate lo scalogno a rondelle.
Nel piatto della tajine versate un giro d'olio evo e fate soffriggere dolcemente aglio e scalogno, senza farli brunire (mi raccomando, mettete uno spargifiamma tra il fornello e la tajine), quindi unite le verdure, fate rosolare girando spesso per qualche minuto. Nel frattempo sciogliete la curcuma in mezzo bicchiere d'acqua, quindi versatelo sulle verdure, aggiustate di sale, unite il pepe di Sichuan e coprite con il coperchio conico. Cuocete a fiamma molto dolce per una ventina di minuti, poi aggiungete il tofu tagliato a dadini piccoli e continuate la cottura per altri 5-8 minuti.
Spegnete il fuoco, togliete il coperchio e... sarete inondati dal profumo inebriante del vostro stufato!
Portate in tavola direttamente nel piatto di cottura.
Davvero una scoperta meravigliosa, la tajine! Non necessita di molto olio per la preparazione, e i cibi cuociono in fretta mantenendo tutte le sostanze salutari ed esaltando quindi i sapori. Non ne farò mai più a meno!
Bon appétit!!!
Eccomi di nuovo qui a raccontarvi le mie peripezie culinarie, in perenne conflitto tra il poco tempo a disposizione per cucinare e la curiosità di sperimentare sempre qualcosa di nuovo, anche perché, diciamolo, io ho sempre fame.
Per Natale i miei mi hanno regalato una tajine marocchina originale, la pentola di coccio a cono con cui si possono realizzare strepitosi stufati a base di carne, pesce e verdure (ma anche dolci, eh). Così, dopo averla opportunamente trattata tenendola in acqua fredda, poi ungendola d'olio e mettendola in forno riscaldato a 150 gradi (ci vuole un pomeriggio, a fare le cose per bene), proprio perché è una pentola artigianale e senza il trattamento potrebbe rompersi ad alte temperature... insomma, era giunta l'ora che la provassi!
E per il collaudo ho scelto una ricetta facile facile, ma molto saporita, grazie alle mie adorate spezie!
TAJINE DI VERDURE E TOFU
Ingredienti per 2 persone:
1/2 cavolfiore bianco
2 carote
1 patata a pasta gialla, piuttosto grande
1 panetto di tofu (io ho usato il tofu alle erbette, più saporito)
1 scalogno
1 spicchio d'aglio viola
1 cucchiaino di curcuma
1 cucchiaio di pepe di Sichuan in grani
Olio evo
Sale
Procedimento:
Iniziate mondando le verdure, quindi tagliate le carote e la patata a dadini e riducete il cavolfiore in cimette, sbucciate l'aglio e tagliate lo scalogno a rondelle.
Nel piatto della tajine versate un giro d'olio evo e fate soffriggere dolcemente aglio e scalogno, senza farli brunire (mi raccomando, mettete uno spargifiamma tra il fornello e la tajine), quindi unite le verdure, fate rosolare girando spesso per qualche minuto. Nel frattempo sciogliete la curcuma in mezzo bicchiere d'acqua, quindi versatelo sulle verdure, aggiustate di sale, unite il pepe di Sichuan e coprite con il coperchio conico. Cuocete a fiamma molto dolce per una ventina di minuti, poi aggiungete il tofu tagliato a dadini piccoli e continuate la cottura per altri 5-8 minuti.
Spegnete il fuoco, togliete il coperchio e... sarete inondati dal profumo inebriante del vostro stufato!
Portate in tavola direttamente nel piatto di cottura.
Davvero una scoperta meravigliosa, la tajine! Non necessita di molto olio per la preparazione, e i cibi cuociono in fretta mantenendo tutte le sostanze salutari ed esaltando quindi i sapori. Non ne farò mai più a meno!
Bon appétit!!!
giovedì 15 gennaio 2015
A volte ritornano!
Bentornati cari lettori!
Dopo quasi un anno di assenza, torno al mio grande amore...
Chi mi segue su facebook sa che non ho mai smesso di cucinare, anzi, il 2014 è stato un anno incredibile perché ho avuto la splendida opportunità di lavorare come cuoca in un ristorante vero!
Ora che sono tornata alle vecchie abitudini, la nostalgia del mio caro blog si è fatta insostenibile, per cui non potevo più aspettare.
Iniziamo dunque questo nuovo anno con una ricettina rilassante, non impegnativa per la preparazione e per lo stomaco, un'insalata detox mooolto sfiziosa.
INSALATA DI CAVOLO ROSSO
Ingredienti per 4 persone:
1/2 cavolo rosso
1 mela verde
un mazzetto di rucola
50 g. di noci sgusciate
1 cucchiaino di semi di nigella (sesamo nero)
1 cucchiaio di aceto balsamico invecchiato 10 anni
olio evo buono
sale e pepe nero macinato fresco
Procedimento:
Lavate il cavolo e la mela e tagliateli sottili. Mondate la rucola e sciacquatela accuratamente, quindi asciugatela con la centrifuga. In una ciotolina preparate la salsa emulsionando l'olio, l'aceto, il sale e il pepe.
In una capiente insalatiera disponete le fettine di cavolo, la rucola, le fettine di mela, distribuitevi sopra i gherigli di noce e la nigella, e cospargete con la vinaigrette.
Servite in accompagnamento con un formaggio ben stagionato (pecorino di fossa, o caprino) oppure gustatela anche da sola, se la dieta post-natalizia non vi concedesse peccati di gola...
Bon appétit!!!
Dopo quasi un anno di assenza, torno al mio grande amore...
Chi mi segue su facebook sa che non ho mai smesso di cucinare, anzi, il 2014 è stato un anno incredibile perché ho avuto la splendida opportunità di lavorare come cuoca in un ristorante vero!
Ora che sono tornata alle vecchie abitudini, la nostalgia del mio caro blog si è fatta insostenibile, per cui non potevo più aspettare.
Iniziamo dunque questo nuovo anno con una ricettina rilassante, non impegnativa per la preparazione e per lo stomaco, un'insalata detox mooolto sfiziosa.
INSALATA DI CAVOLO ROSSO
Ingredienti per 4 persone:
1/2 cavolo rosso
1 mela verde
un mazzetto di rucola
50 g. di noci sgusciate
1 cucchiaino di semi di nigella (sesamo nero)
1 cucchiaio di aceto balsamico invecchiato 10 anni
olio evo buono
sale e pepe nero macinato fresco
Procedimento:
Lavate il cavolo e la mela e tagliateli sottili. Mondate la rucola e sciacquatela accuratamente, quindi asciugatela con la centrifuga. In una ciotolina preparate la salsa emulsionando l'olio, l'aceto, il sale e il pepe.
In una capiente insalatiera disponete le fettine di cavolo, la rucola, le fettine di mela, distribuitevi sopra i gherigli di noce e la nigella, e cospargete con la vinaigrette.
Servite in accompagnamento con un formaggio ben stagionato (pecorino di fossa, o caprino) oppure gustatela anche da sola, se la dieta post-natalizia non vi concedesse peccati di gola...
Bon appétit!!!
giovedì 30 gennaio 2014
Un lungo inverno a colori. Crostatine all'arancia con frolla al cacao
Sono tornata cari lettori!
Mi rendo conto che la mia assenza di un mese si è fatta fin troppo sentire, e che vi starete chiedendo se per caso non sia stata risucchiata dalle feste natalizie.
Tranquilli, sono sopravvissuta. E' semplicemente un momento frenetico, un periodo in cui molte cose bollono in pentola, tra esperimenti e tentativi. E la cucina è sicuramente una degna protagonista. Mi auguro solo che a tempo debito possa venirne fuori qualcosa di buono - nel frattempo, se non avete di meglio da fare, incrociate le dita per me, please.
Nel frattempo vi invito a realizzare la ricettina che mi appresto a raccontarvi. Questi dolcetti sono quanto di più confortante si possa desiderare in queste fredde giornate di inverno che non accenna proprio ad andarsene.
CROSTATINE ALL'ARANCIA CON FROLLA AL CACAO
Ingredienti:
Per la frolla:
200 g. di farina 00
50 g. di cacao amaro
100 g. di zucchero semolato
120 g. di burro
2 tuorli
1 bustina di vanillina
la scorza grattugiata di un'arancia non trattata
Per il ripieno:
2 arance tarocco
4 noci di burro
4 cucchiai di zucchero di canna
mezzo bicchierino di Grand Marnier
Procedimento:
Preparate la frolla setacciando la farina e il cacao, aggiungete poi gli altri ingredienti impastando velocemente fino a ottenere un impasto sodo (attenzione che il burro sia ben amalgamato). Formate una palla, avvolgetela nella pellicola e ponete in frigo per almeno un'oretta.
Nel frattempo pelate al vivo le arance, tagliatele a fette. In una padella fate sciogliere il burro, aggiungete le fette di arancia, spolverate con lo zucchero e fate caramellare a fiamma viva per qualche minuto per lato. Sfumate con il Grand Marnier e quando l'alcol sarà evaporato spegnete il gas. Fate raffreddare
Stendete la frolla a uno spessore di 0,5 cm, ricavate dei dischi con un coppapasta, foderate degli stampi da crostatina (i miei del diametro di 7 cm) con carta da forno, adagiatevi la pasta e al centro ponete una fetta d'arancia per ogni crostatina.
Cuocete nel forno statico alla temperatura di 180°.
Una volta fredde, sono pronte per essere divorate in tre bocconi al massimo.
Meravigliosamente golose. C'è bisogno di aggiungere altro?
Sì, magari un tè caldo, profumato al mandarino e cardamomo, già che ci siete.
Bon appétit!!!
Mi rendo conto che la mia assenza di un mese si è fatta fin troppo sentire, e che vi starete chiedendo se per caso non sia stata risucchiata dalle feste natalizie.
Tranquilli, sono sopravvissuta. E' semplicemente un momento frenetico, un periodo in cui molte cose bollono in pentola, tra esperimenti e tentativi. E la cucina è sicuramente una degna protagonista. Mi auguro solo che a tempo debito possa venirne fuori qualcosa di buono - nel frattempo, se non avete di meglio da fare, incrociate le dita per me, please.
Nel frattempo vi invito a realizzare la ricettina che mi appresto a raccontarvi. Questi dolcetti sono quanto di più confortante si possa desiderare in queste fredde giornate di inverno che non accenna proprio ad andarsene.
CROSTATINE ALL'ARANCIA CON FROLLA AL CACAO
Ingredienti:
Per la frolla:
200 g. di farina 00
50 g. di cacao amaro
100 g. di zucchero semolato
120 g. di burro
2 tuorli
1 bustina di vanillina
la scorza grattugiata di un'arancia non trattata
Per il ripieno:
2 arance tarocco
4 noci di burro
4 cucchiai di zucchero di canna
mezzo bicchierino di Grand Marnier
Procedimento:
Preparate la frolla setacciando la farina e il cacao, aggiungete poi gli altri ingredienti impastando velocemente fino a ottenere un impasto sodo (attenzione che il burro sia ben amalgamato). Formate una palla, avvolgetela nella pellicola e ponete in frigo per almeno un'oretta.
Nel frattempo pelate al vivo le arance, tagliatele a fette. In una padella fate sciogliere il burro, aggiungete le fette di arancia, spolverate con lo zucchero e fate caramellare a fiamma viva per qualche minuto per lato. Sfumate con il Grand Marnier e quando l'alcol sarà evaporato spegnete il gas. Fate raffreddare
Stendete la frolla a uno spessore di 0,5 cm, ricavate dei dischi con un coppapasta, foderate degli stampi da crostatina (i miei del diametro di 7 cm) con carta da forno, adagiatevi la pasta e al centro ponete una fetta d'arancia per ogni crostatina.
Cuocete nel forno statico alla temperatura di 180°.
Una volta fredde, sono pronte per essere divorate in tre bocconi al massimo.
Meravigliosamente golose. C'è bisogno di aggiungere altro?
Sì, magari un tè caldo, profumato al mandarino e cardamomo, già che ci siete.
Bon appétit!!!
lunedì 23 dicembre 2013
Allarme contagio natalizio. Cake feta e salmone affumicato
Buon inizio di settimana!
A che punto siete con il natale? Avete finito di comprare i regali o vi siete ricordati che dovreste comprare almeno una scatola di cioccolatini per la vicina di casa che quella volta che vi si è scaricata la batteria dell'auto vi ha gentilmente dato un passaggio in centro? Avete già ordinato il salmone dal pescivendolo e lo zampone e il cappone dal macellaio?
Ok, basta con gli interrogatori, mi faccio gli affari miei.
Quest'anno posso dire con orgoglio di essermi ben organizzata. Il mio pseudo albero di natale sbrilluccica da ormai dieci giorni, i regali sono diligentemente sistemati ai blocchi di partenza, il menu del 24 (in gentile collaborazione con la family) è pianificato nei minimi dettagli (stasera mi dedicherò alla preparazione della sacher e già so che a una cert'ora arriveranno pure Hansel e Gretel guidati dal profumo, pensando di essere giunti alla casetta di marzapane), e il 25 tutti a pranzo fuori.
Insomma, voi correte pure, che io mi riposo.
Se vi avanza del tempo, o se ancora non sapete come sfamare i vostri commensali in attesa dell'Avvento, potrei suggerirvi un antipasto (è già un inizio), facile facile ma di sicuro effetto.
CAKE FETA E SALMONE AFFUMICATO
Ingredienti:
3 uova
A che punto siete con il natale? Avete finito di comprare i regali o vi siete ricordati che dovreste comprare almeno una scatola di cioccolatini per la vicina di casa che quella volta che vi si è scaricata la batteria dell'auto vi ha gentilmente dato un passaggio in centro? Avete già ordinato il salmone dal pescivendolo e lo zampone e il cappone dal macellaio?
Ok, basta con gli interrogatori, mi faccio gli affari miei.
Quest'anno posso dire con orgoglio di essermi ben organizzata. Il mio pseudo albero di natale sbrilluccica da ormai dieci giorni, i regali sono diligentemente sistemati ai blocchi di partenza, il menu del 24 (in gentile collaborazione con la family) è pianificato nei minimi dettagli (stasera mi dedicherò alla preparazione della sacher e già so che a una cert'ora arriveranno pure Hansel e Gretel guidati dal profumo, pensando di essere giunti alla casetta di marzapane), e il 25 tutti a pranzo fuori.
Insomma, voi correte pure, che io mi riposo.
Se vi avanza del tempo, o se ancora non sapete come sfamare i vostri commensali in attesa dell'Avvento, potrei suggerirvi un antipasto (è già un inizio), facile facile ma di sicuro effetto.
CAKE FETA E SALMONE AFFUMICATO
Ingredienti:
3 uova
150 g di farina 00
1 bustina di lievito per torte salate
10 cl di latte
12 cl di olio evo
100 g di feta
120 g di salmone affumicato in dadini
1 cucchiaino di aneto
1 cucchiaino raso di zucchero
pepe nero
semi di papavero
Preparazione:
Sbattete le uova e aggiungete la farina, il lievito, il cucchiaino di zucchero, il pepe e l'olio. Aggiungete i latte tiepido e il formaggio sbriciolato. Mescolate con una frusta fino a ottenere un composto spumoso e omogeneo. Da ultimo unite i dadini di salmone e l'aneto il lievito.
Versate in una forma per plum cake rivestita di carta da forno, guarnite con i semi di papavero e infornate a 180° per 40 minuti.
Tagliate a fettine quando è tiepido e servite.
Non mi resta che augurarvi un natale di sorrisi e serenità!
Ci ritroveremo tra qualche chilo !
Bon appétit!!!
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