martedì 22 maggio 2012

Risotto integrale agli asparagi

Ben ritrovati cari lettori!
In queste ultime ore la rete e i media ci stanno tempestando di immagini e testimonianze delle rovine del terremoto in Emilia. E non vorrei certo fare delle retorica nell'esprimere tutta la mia solidarietà alle persone che faticosamente stanno affrontando la realtà con dignità e forza d'animo. Vedere le proprie case, i monumenti, le fabbriche in quello stato è davvero uno spettacolo a cui non ci si può abituare, nonostante il nostro paese sia spesso sottoposto a tali martiri. Oggi ho visto fotografie di poveri animali rimasti sepolti sotto le macerie, aziende di parmigiano completamente distrutte, con tutte le forme spaccate a metà riverse al suolo, e ho realizzato quanto tragico possa essere questo momento per tutte quelle persone che in pochi minuti non solo hanno perso la casa, ma anche il proprio lavoro costruito con anni di sacrifici e tanta sapienza - a maggior ragione poi in un momento storico di crisi come questo. Davvero non ho parole per commentare tanta disperazione, spero solo che non succeda di nuovo quello che è successo - o non è successo - a L'Aquila.
Ma onde evitare di sfociare in altrettanto inutili polemiche che non hanno qui la sede adatta, e per alleggerire il tono lugubre di questo post, preferisco cambiare decisamente argomento, e volgere lo sguardo alla mia cucina, il rifugio ideale che ha sempre qualcosa di buono e positivo da offrire.
E visto che la Giuse mi ha portato dei meravigliosi asparagi colti in un campo vicino casa, ancora sporchi di terra, ho deciso di impiegarli in maniera classica, in modo da esaltarne al meglio il sapore e il colore brillante.

RISOTTO INTEGRALE AGLI ASPARAGI

Ingredienti per 2 persone:
mezzo chilo di asparagi
190 g. di riso integrale
olio evo
mezzo bicchiere di vino bianco secco
uno scalogno medio
sale e pepe q.b.
brodo vegetale
un pizzico di noce moscata
parmigiano reggiano a piacere

Procedimento:
Mondate gli asparagi eliminado la parte terminale più legnosa, e lavateli bene sotto l'acqua corrente per eliminare i residui di terra. Poi tagliateli a tocchetti lasciando le punte intere.
In una casseruola dai bordi alti fate soffriggere lo scalogno tagliato a rondelle, poi unitevi i tocchetti di asparagi e fate cuocere per una decina di minuti aggiungendo una goccia di brodo caldo. Versate quindi il riso, fate tostare e sfumate con il vino bianco, poi procedete con la cottura aggiungendo il brodo poco per volta.
A fine cottura aggiustate di sale e pepe, unite una punta di noce moscata, mantecate con il parmigiano e servite fumante.


Ecco qua la foto scattata in giardino!
Bon appétit!!!

domenica 20 maggio 2012

Ciao a tutti!
Finalmente riprendo contatto con il blog. Ho trascorso una settimana pesantuccia, complice il solito lavoro  che come sempre incombe pesantemente sulle mie giornate, uno spettacolo di danza per cui ho dovuto provare quasi tutte le sere ma che è andato benissimo - e mi sono divertita un sacco, visto che il pubblico era composto esclusivamente di bimbi delle elementari, e aveva per protagonista Mary Poppins - però devo dire che la settimana è volata via senza che sentissi tutta la fatica che mi ero prefigurata. E ho dedicato il weekend alla casa che necessitava di una sana ripulita, ma anche allo shopping, visto che domani è il mio compleanno... Già, domani compio gli anni, però purtroppo quest'anno non posso festeggiare, a causa del maltempo che mi ha impedito di organizzare una festicciola in giardino - e poi con quello che è successo in queste ultime ore, tra attentati e terremoti, non ero proprio nel mood per festeggiare. E domani è lunedì, e mi aspetta una giornata lavorativa che mi impedirà qualunque velleità o distrazione da festeggiamento. Per cui per quest'anno niente torta né candeline, ma in fondo sinceramente non è questo che dà un valore aggiunto alla ricorrenza. L'importante è che le persone a me più care mi sono vicine, e non solo nel giorno del mio compleanno.
Bando ai sentimentalismi adesso, almeno tra queste quattro mura cerchiamo di tenere lontani i cattivi pensieri e la pioggia, e godiamoci questo dolcino, che non ha niente a che fare con le torte di compleanno, ma che è uno dei miei dolci preferiti - non mi farei problemi a mangiarne uno intero tutto da sola.

CRUMBLE MELE E FRAGOLE

Ingredienti:
160 g. di farina 00
40 g. di farina di mandorle
un cucchiaio di semi di sesamo tostati
100 g. di zucchero + 30 g. per la frutta
100 g. di burro
4 mele golden (le preferisco alle renette)
300 g. di fragole
il succo di un limone

Procedimento:
Sbucciate le mele e tagliatele a dadini, come pure le fragole, adagiate la fruta sul fondo di una pirofila, poi bagnate con il succo di limone e cospargete di zucchero.
Quindi su un piano di lavoro impastate le farine con lo zucchero, il burro e i semi di sesamo, fino a ottenere un impasto omogeneo sebbene sbricioloso.
Coprite la frutta con il composto, dopo di che infornate a 180° per una mezz'ora.
servite tiepido o freddo, magari accompagnando con del gelato alla crema o della crema inglese.


Lo so, il crumble è roba da bambini, ma il suo gusto è strepitoso, soprattutto con le fragole e i semi di sesamo croccanti che formano un delizoso contrasto!
Bon appétit!!!

martedì 15 maggio 2012

Insalatina con avocado. Quasi una guacamole scomposta

Ciao a tutti!
Dite la verità, avete sentito la mia mancanza, vero?
Inutile dire che ho sofferto tremendamente di nostalgia del mio blogghino, abbandonato a se stesso per tutti questi giorni, senza essere degnato della minima importanza dalla sua ingrata padroncina...
Ma non potevo fare altrimenti, troppa vita mi attraversa ultimamente, troppe contingenze che non lasciano spazio allo svago. E la cucina ahimè tace, non manda i suoi rumori e profumi che fanno tanto bene al corpo e all'anima, ma so che attende fiduciosa di tornare a essere la protagonista dei miei pensieri.
L'unico effetto positivo di questa penuria di tempo è che la dieta sta dando grandi soddisfazioni a Paolo, e anche i miei sensi di colpa traggono giovamento visto che non posso cimentarmi in manicaretti che lo farebbero morire d'invidia!
E quindi quello che vi propongo oggi è un piattino decisamente dietetico, molto adatto a chi ha fretta e segue una dieta. Avevo in casa tutti gli ingredienti per fare la guacamole, ma non il tempo per farla, tanto per cambiare. E quindi mi sono accontentata di un'insalatina, veloce e gustosa.

INSALATINA CON AVOCADO

Ingredienti:
1 avocado maturo
mezzo peperone rosso
frutti di coriandolo
peperoncino fresco
rucola
semi di sesamo tostati
il succo di un limone
pecorino nero di Siena Pinzani
aceto balsamico di Modena
olio evo
sale grigio

Procedimento:
Dividete l'avocado a metà, estraete il nocciolo centrale, sbucciatelo e tagliatelo a dadini, poi cospargetevi sopra il succo di limone per non farlo annerire.
Lavate il peperone, tagliatelo a dadini, sminuzzate il peperoncino, lavate la rucola e unite i tre ingredienti in una ciotola. Aggiungete quindi l'avocado, il pecorino a dadini, i frutti di coriandolo, i semi di sesamo tostati, cospargete con sale grigio bretone, dell'ottimo olio evo e qualche goccia di aceto balsamico di Modena invecchiato almeno cinque anni.


Splendida, quando poi le materie prime sono di eccellente qualità non c'è bisogno di preparare ricette troppo elaborate per dare godimento al palato!
Bon appétit!!!

giovedì 10 maggio 2012

Garmugia, ovvero la tradizione lucchese

Ciao a tutti!
Oggi andiamo subito al dunque, senza indugi.
Voglio parlarvi di un piatto speciale, tipico della mia zona, e purtroppo poco conosciuto altrove.
Garmugia è il nome dialettale, dall'origine sconosciuta, dato dalla provincia di Lucca a questa minestra, che praticamente è un piatto unico. E' una zuppa di verdure e come accade con le minestre contadine, ha molte varianti, ma quella che vi propongo oggi è forse la più famosa, e probabilmente anche la più nobile, racchiudendo in sé i migliori ortaggi che offre la primavera.

GARMUGIA LUCCHESE

Ingredienti: 
un mazzo di cipolline fresche
50 g. di pancetta tagliata a striscioline
150 g. di macinato scelto di manzo
piselli freschi, fave, punte di asparagi, carciofi per un totale di 400 g.
1 l. di buon brodo vegetale
olio evo
sale e pepe nero in grani q.b.
 fette di pane abbrustolito o fritto per accompagnare

Procedimento:
Per prima cosa pulite tutte le verdure, sgranate i piselli e le fave, tagliate gli asparagi a dadini, lasciando le punte intere, pulite i carciofi, tagliateli a fettine e immergeteli in acqua acidulata.
Mondate le cipolline, sminuzzatele e fatele soffriggere in poco olio insieme alla pancetta. Aggiungete quindi il macinato, fate insaporire per qualche minuto, poi unitevi le verdure, e fate insaporire per circa 15 minuti. Infine versate il brodo ben caldo, e continuate la cottura per un altro quarto d'ora. Aggiustate di sale e pepe, e servite ben calda con dadini di pane abbrustolito o fritto.


Favolosa, semplice e genuina. Con la tradizione non si sbaglia mai!
Bon appétit!!!

domenica 6 maggio 2012

Insalata tiepida di calamari con asparagi e patate novelle

Ciao a tutti!
Oggi mi sento soddisfatta, ho trascorso un weekend riposante, mi sono presa cura della casa e degli affetti (Rino incluso, of course). Nonostante la pioggia di oggi, ho trascorso una piacevole domenica in famiglia, con un bel pranzetto a casa dei miei a base di gnocchi alla romana, pollo in casseruola con porcini al profumo di senape, piselli freschi, rotolo di manzo ripieno e del buon vino (sì, ok, io avevo fatto anche la pastiera con le gocce di cioccolato al posto dei canditi... il dolce non poteva certo mancare a conclusione di un pranzo tanto domenicale). Molto meglio di qualsiasi ristorante!
E per festeggiare la vittoria di Hollande in Francia (ma anche un certo senso di attesa per le sorti del nostro Comune, in cui si vota oggi e domani) stasera io e Paolo abbiamo preparato la pizza, fatta con le nostre manine, che soddisfazione!
Ebbene, in questo fine settimana da indice glicemico a rischio diabete, un weekend molto slow di cui c'è sempre tanto bisogno, ho cucinato anche una squisita insalata di calamari, degna di entrare nel novero delle mie ricette preferite, e dunque non posso non raccontarvela!

INSALATA TIEPIDA DI CALAMARI CON ASPARAGI E PATATE NOVELLE


Ingredienti per 2 persone:
400 g. di calamari freschi da pulire
500 g. di patate novelle
500 g. di asparagi verdi
due cucchiaini di pesto alla genovese
un cucchiaino di pepe rosa in grani
qualche filo di erba cipollina
olio evo
sale q.b.

Procedimento:
Pulite gli asparagi, eliminando la parte terminale più legnosa e lavandoli bene sotto l'acqua, poi cuoceteli a vapore per una decina di minuti, in modo che restino morbidi all'interno e croccanti fuori.
Pelate le patate, riducetele a tocchetti, poi pulite i calamari, privandoli delle interiora e dell'osso centrale, poi metteteli in una pentola piena d'acqua con le patate. Fate bollire per almeno un quarto d'ora (aggiungete i ciuffi dopo qualche minuto), poi scolate le patate, mentre lasciate i calamari intiepidire nell'acqua di cottura (risulteranno più morbidi).
In un'insalatiera mettete gli asparagi tagliati a tocchetti, le patate e da ultimo i calamari tagliati ad anelli con i ciuffi. Condite con olio, il pesto, il pepe rosa, l'erba cipollina spezzettata con le dita, e poco sale.
Servite tiepida o anche fredda.


Ecco qua, semplice semplice, salutare, con i migliori ingredienti di questa stagione pazzerella!
Bon appétit!!!

giovedì 3 maggio 2012

Sfoglie con crema e mele per la Spagna

Ben ritrovati!
Rieccomi qua, di ritorno da un bel weekend lungo a spasso per il nord della Spagna. Finalmente dopo tanto penare siamo riusciti a concederci una breve vacanzina, complice il ponte del primo maggio! Non avendo una meta precisa, abbiamo approfittato delle offerte della Ryanair (per la serie "sempre meglio che andare a piedi"... perché un volo con la Ryan è sempre un viaggio della speranza, quanto a comfort) e siamo andati alla scoperta di Santander e Bilbao. E che bella sorpresa! Sono due città stupende, nonostante il freddo e la pioggia abbiamo camminato come pazzi in lungo e largo, tra palazzi, chiese, giardini, parchi, fino ad arrivare al meraviglioso oceano con i suoi flutti spumosi che si frangevano sugli scogli. Per quattro giorni ci siamo completamente dimenticati della routine per godere queste bellezze inconsuete. E ci siamo proprio depurati, anche se al nostro ritorno ci aspettava una valanga di lavoro che ci ha fatto dimenticare presto la serenità vacanziera... Ad ogni modo avere staccato la spina è servito a riposarsi e ad aprire un po' la mente!
La ricetta che vi propongo oggi è un omaggio alle nostre colazioni spagnole, che consumavamo in un panificcio vicino al nostro albergo  e che ogni mattina sfornava delle fantastiche sfoglie con mela e crema. Tipo quelle che ho trovato su una rivista spagnola di ricette e che vado a descrivervi.

SFOGLIE CON MELE E CREMA


Ingredienti per 4 persone:
un rotolo di pasta sfoglia rettangolare
2 mele golden
due tuorli
300 ml. di latte
2 cucchiai di amido di mais
3 cucchiai colmi di zucchero
1 limone
1 stecca di cannella
zucchero a velo

Procedimento:
Lavate il limone, e ricavatene la buccia. Portate a ebollizione 200 ml. di latte in una casseruola, con lo zucchero, la buccia del limone e la stecca di cannella. Togliete successivamente dal fuoco, coprite e fate riposare per una decina di minuti.
Filtrate il latte e aggiungete i tuorli sbattuti, mescolando con una frusta. Sciogliete l'amido di mais nel restante latte e unitelo al composto. Cuocete la crema a bagno maria, finché non si addensa.
Sbucciate le mele, privatele  del torsolo e tagliatele a fettine sottili. Bagnatele con limone per non farle scurire.
Stendete la pasta sfoglia, tagliatela in 4 e adagiatela in quattro formine rivestite di carta da forno.
Versate in ogni formina la crema, rifinite con le mele e infornate per 15 minuti a 200°. A fine cottura fate intiepidire e spolverate con lo zucchero a velo.


Buonissime!
E, sorpresa, con gli albumi avanzati, ho realizzato dei dolcetti al cocco, ho montato gli albumi a neve fermissima, ho aggiunto dolcemente 100 g. di zucchero e 150 g. di cocco grattugiato. Ho ricavato delle palline che infornato per una ventina di minuti a 150° ed ecco qua il risultato:


Un classico, che possono fare anche i bimbi!
Oggi piatto ricco, dunque non mi resta che augurarvi
Bon appétit!!!

venerdì 27 aprile 2012

Biscotti bicolore di Elisa

Ciao a tutti!
Oggi avrei talmente tante cose da scrivere che potrei correre il rischio di stendere una banale lista priva di colore, o buttare giù idee e notizie che potrebbero risultare un groviglio informe di parole. Per cui credo che non vi racconterò niente di quello che mi frulla in testa - poi, per carità, se qualcuno di voi morisse dalla voglia di sapere, non mi negherò!
Una cosina in ogni caso ve la dico lo stesso, ovvero che domani finalmente parto, vado qualche giorno in Spagna in cerca di un po' di tranquillità, tante buone cose da vedere e da mangiare... speriamo solo che il tempo regga, perché le previsioni meteo annunciano il peggio, proprio mentre qui è arrivato il sole tanto invocato. Non ci indovino mai, che ci volete fare. L'importante comunque è andare, del resto mi preoccuperò al momento, no?
La ricetta di oggi viene direttamente dalla Nuova Zelanda, dove non brillano certo per importanti tradizioni culinarie, ma ci tengo comunque a lasciarvela perché me l'ha inviata un'amica che vive là, e questo aiuta ad accorciare un po' la distanza e a sentirla più vicina. Per quanto semplice possa essere, è carica di affetto e nostalgia di Elisa, che non vedo da troppo tempo, ma che, grazie ai suoi biscotti, è quasi come se fosse qui. E dunque ve la riporto esattamente come lei l'ha inviata a me.

BISCOTTI BICOLORE

Ingredienti:
375 g farina
125 g zucchero a velo
1 presa di sale
1 tuorlo (va bene anche un uovo intero, io lo sbatto un po’ prima di aggiungerlo all’impasto)
200 g burro
1/2 bustina lievito (o in alternativa 2 cucchiaini colmi di lievito Edmonds –NZ‐ ed un cucchiaino di essenza
di vaniglia liquida)
20 g cacao amaro (circa 2 cucchiai da cucina colmi)



Procedimento:
Fate sciogliere il burro (io uso il microonde), setacciate sopra la farina con lo zucchero a velo, il lievito e il pizzico di sale. Aggiungete a metà l’uovo (prima che la pasta sia troppo compatta).
Quando la pasta è pronta dividetela in due parti, e in una metà aggiungete il cacao amaro (ed eventualmente un cucchiaino di zucchero a velo per bilanciare). Amalgamate appena le due metà in modo da formare i disegni.
Fate dei rotoli di pasta (3‐4 cm di diametro vanno bene), avvolgeteli nella pellicola trasparente e fateli riposare in frigo per 10‐15 minuti, finché non si induriscono un po’ (attenzione a non farli indurire troppo, sennò lievitano meno in forno).
Togliete la pellicola e tagliate i biscotti. Mettete in forno a circa 180‐200 gradi per 10‐15 minuti.


Decisamente ottimi, friabili e burrosi al punto giusto. E soprattutto irresistibili!
Bon appétit!!!

lunedì 23 aprile 2012

Cheesecake di compleanno

Buon inizio di settimana a voi tutti!
Che nostalgia del weekend appena trascorso... già, perché dopo la giornata di oggi in cui ho lavorato ininterrottamente dalle 8,30 fino alle 18, mi sembrano già passati troppi giorni da ieri! Fortuna che mercoledì è festa, e promette sole e caldo, per cui mi prefiguro già una bella passeggiata al mare o in campagna. Al solo pensiero la stanchezza viene meno e tiro un sospiro di sollievo!
Ma facciamo un passo indietro. Sabato abbiamo festeggiato il compleanno della Giuse - leggi mamma di Paolo, nonché mia suocera ufficiosa, e gran donna - con una splendida cena a base di pasta fatta in casa e pollo e agnello arrosto. Una vera goduria, alla faccia del colesterolo, ma in certe occasioni è giusto non si pone proprio il problema.
Io ho dato il mio modesto contributo a cotanta bontà, preparando il dolce - su espressa richiesta della festeggiata - e non vi dico quanto mi sono scervellata per cucinare qualcosa che fosse all'altezza dell'occasione. Alla fine il blog del Cavoletto mi è venuto in soccorso, orientando definitivamente la scelta sul cheesecake, in particolare questo cheesecake di cui vi riporto il link.
E non potevo scegliere di meglio, era davvero squisito, per quanto l'uso degli ingredienti sia un po' inconsueto rispetto alla classica ricetta che prevede il formaggio spalmabile. In questa versione la fanno da padrone la ricotta e lo yogurt greco, che si sposano alla perfezione.
Ma prima di andare in cucina, alzate il volume e ascoltate questa meravigliosa poesia che è stata l'inno della mia infanzia e che ha ancora il potere di emozionarmi, Aquarela  di Toquinho, nella versione brasiliana.


 CHEESECAKE CIOCCOLATO E FRAGOLE (dal Cavoletto di Bruxelles)


Ingredienti (per una tortiera di 26 cm di diametro):
300 g. di ricotta vaccina
300 g. di yogurt greco
220 g. di biscotti digestive all'avena
3 uova
150 g. di cioccolato fondente al 70%
qualche goccia di essenza di vaniglia
100 g. di zucchero
80 g. di burro
40 g. di cacao amaro
1 limone non trattato
fragole e zucchero a velo (non vanigliato, mi raccomando) per decorare

Procedimento:

Tritate i biscotti e mescolateli con il burro fuso. Versate il composto in una tortiera con la cerniera (26cm) rivestita con carta da forno. Livellate bene e mettete in frigo per almeno mezz'ora. Fate sciogliere il cioccolato a bagnomaria o nel microonde, poi tenete da parte. Rompete le uova separando i tuorli dagli albumi, lavorare i tuorli con lo zucchero e montate a neve fermissima gli albumi con un pizzico di sale. Al composto di tuorli, aggiungete quindi la ricotta, lo yogurt, il cioccolato fuso, il cacao, la scorza grattugiata del limone, l'essenza di vaniglia e gli albumi montati a neve. Versate sopra la base di biscotti e infornate a 160° per una cinquantina di minuti. Fate freddare, guarnite con le fragole tagliate a fettine sottile e mettete in frigo per un paio di ore prima di servire.Al momento di servire spolverate con lo zucchero a velo.


Non ne è avanzata nemmeno una fetta, e la Giuse era proprio contenta. Missione compiuta!
Bon appétit!!!

venerdì 20 aprile 2012

Torta salata broccoli e curcuma con brisée integrale

Ben ritrovati a tutti!
Finalmente riemergo da una settimana molto impegnativa, e magicamente inizia il weekend, per fortuna.
Ovviamente non ho alcuna intenzione di narrarvi le gesta lavorative che mi hanno tenuta lontana da casa e dal blog, vi basti solo sapere che non ho avuto tempo per cucinare e che tra verdure al vapore e omelette varie, non ho certo collezionato piatti da chef!
In mezzo a questa landa di desolazione tuttavia in questi giorni ho partecipato a un meraviglioso corso di cucina organizzato da una prestigiosa scuola della mia città, ma di questo vi parlerò più ampiamente la prossima settimana, e soddisferò a dovere la vostra curiosità.
Per oggi dovrete accontentarvi della ricetta di una torta salata che ho preparato l'altro giorno a pranzo, superveloce ma supernutriente.

TORTA SALATA CON BROCCOLI E CURCUMA

Ingredienti:

Per la pasta brisée integrale:
150 g. di farina integrale
50 g. di farina di riso
120 g. di burro
un bicchiere di acqua freddissima
un pizzico di sale

Per il ripieno
2 broccoli
150 g. di ricotta vaccina freschissima
1 uovo
1 cucchiaino di curcuma in polvere
100 di fontina valdostana i.g.p. a dadini
sale e pepe
un cucchiaio di cumino nero

Procedimento:
Preparate la pasta brisée, setacciando le due farine, unitevi il burro freddo, il pizzico di sale e l'acqua. Lavorate fino a ottenere un impasto omogeneo. Avvolgete nella pellicola trasparente e ponete in frigo per una mezz'ora.
Mondate i broccoli, riduceteli in cimette e cuoceteli al vapore per un quarto d'ora circa senza farli scuocere. per farli freddare più velocemente e mantenere il loro colore brillante, passateli sotto il getto di acqua fredda per qualche istante.
Nel frattempo in  una ciotola sbattete l'uovo, unitevi la ricotta, la curcuma, il sale, il pepe e i dadini  di fontina.
Stendete la pasta brisée allo spessore di 3 mm., adagiatelo in una tegliatonda di diametro di 26 cm. rivestita di carta da forno, adagiatevi le cimette di broccolo e sopra il composto di uovo e ricotta.
Rifinite con i semi di cumino nero e infornate a 180° per una quarantina di minuti.


Il giorno dopo è ancora più buona e fa particolarmente soddisfazione mangiarla perché contiene sostanze antitumorali (broccoli) e anticolesteroliche (curcuma) naturali.
Bon appétit!!!

P.S.   Vi lascio una foto di Rino, che ormai è diventato una vera pantera, ma che oggi abbiamo dovuto portare dal veterinario a perdere la sua vis maschile, ahimé, anche se dopo uno stordimento temporaneo, dovuto all'anestesia, ha già riacquistato il pieno vigore e la voglia di cibo e coccole!





domenica 15 aprile 2012

Plum cake pere e cioccolato

Ciao a tutti!
Un altro weekend sta svanendo, e manco a dirlo, è volato a velocità supersonica! Mi ritengo comunque abbastanza soddisfatta, perché sono riuscita a fare un sacco di cose, tra cui le pulizie, il giardinaggio, la spesa, e persino un paio d'ore di shopping con un'amica, cosa che non accadeva da secoli e che avevamo programmato da un mese.
Domani sono pronta a riprendere i soliti ritmi frenetici, anche perché ho preparato un dolce davvero speciale, ispirandomi alla ricetta di un plum cake che compro spesso nella mia pasticceria di fiducia - si chiama "La Dolce Vita", si trova in centro a Lucca, e merita un sacco di pubblicità e complimenti perché sono bravissimi e gentilissimi. Ovviamente il mio non è venuto speciale come il loro, ma a colazione, inzuppato nel caffellatte è una meraviglia, e domattina mi aiuterà ad affrontare meglio l'inizio di una nuova, faticosa settimana.

PLUM CAKE PERE E CIOCCOLATO

Ingredienti:
220 g. di farina 00
100 g. di zucchero
125 g. di yogurt bianco (io yogurt greco)
80 ml. olio di semi di girasole
3 uova
2 pere
100 g. di cioccolato fondente al 70%
1 bustina di lievito
essenza di vaniglia

Procedimento:
In una ciotola mescolate la farina setacciata con il lievito e lo zucchero. Aggiungete poi l'essenza di vaniglia, le uova, lo yogurt, l'olio a filo e amalgamate bene con una frusta fino a ottenere un impasto spumoso.
Da ultimo aggiungete le pere tagliate a cubetti e infarinate, e il cioccolato frantumato (io ho usato le gocce di cioccolato). Versate il tutto in uno stampo da plum cake foderato con carta da forno, e cuocete a 180° per una quarantina di minuti, finché sarà ben dorato.
Una volta cotto, fate freddare su una griglia e servite.


Una nuvola dolce che si scioglie in bocca!
Bon appétit!!!

mercoledì 11 aprile 2012

Lasagne asparagi e gorgonzola e un libro

Ben ritrovati!
Dopo i bagordi pasquali, gli stravizi culinari e il meritato riposo - breve ma intenso - eccomi che rivesto i panni del Bianconiglio e riprendo a correre tra un impengo e l'altro.
Ma oggi non ho alcuna intenzione di tediarvi con inutili paranoie da finta donna in carriera, piuttosto vorrei approfittare di questo piccolo spazio, prima della consueta ricetta, per parlarvi di un bel libro che sto leggendo in questi giorni e che mi sta appassionando moltissimo. Si tratta de "Madame Mallory e il piccolo chef indiano" di Richard C. Morais, edito da Neri Pozza, uscito nel 2010, ma che io ho scoperto solo adesso. E' la saga di una famiglia indiana che culmina con la narrazione delle avventure di Hassan, cuoco indiano che grazie ai severi insegnamenti della controversa chef Madame Malllory, diventa chef pluristellato. Oltre ad essere scritto molto bene, in maniera fluida e immaginifica, il sottofondo della cucina indiana e francese che si fondono e confondono tra le pagine, evoca profumi e sapori davvero avvolgenti, e infonde la curiosità di assaggiare i piatti descritti e di esplorare i luoghi che fanno da palcoscenico alle avventure culinarie ed esistenziali dei protagonisti.
E già che ci sono vi lascio anche un breve assaggio del libro - scelta molto difficile, poiché i passaggi belli sono tanti:

"Ero lì da un paio d'anni e non era del tutto inconsueto che ogni tanto Monsieur Leblanc e Madame Mallory si concedessreo un po' di tempo insieme, una mattinata qua, un pomeriggio là, per qualche commissione o un momento di relax. Non abbiamo mi saputo la vera natura del loro rapporto, se il discreto Monsieur Leblanc e la riservatissima Madame Mallory avessero una tresca quando erano lontani dal ristorante e da noi. In cucina le congetture sull'argomento si sprecavano. Io e Marguerite, forse influenzati dal nostro stesso segreto, eravamo convinti che fossero amanti, mentre Jean-Pierre e Marcel non erano d'accordo.
Quando succedeva, Madame Mallory ripartiva tra noi tutti la preparazione dei piatti per la cena. A me naturalmente assegnava il compito meno complicato, ma in quel ventoso giorno d'autunno Madame aveva il diavolo in corpo e decise di cambiare le carte in tavola per tenerci sulla corda. Lo chef de cuisine Jean-Pierre, il maestro delle carni, fu incaricato di realizzare i prelibati dessert. Marguerite, che aveva le mani d'oro per i dolci e la pasticceria, fu messa a sporcarsele col pesce. E io, novizio, dovevo preparare e precuocere i piatti principali della sera, fra cui anche sei lepri, sei piccioni, un cosciotto d'agnello e un arrosto di maiale.
Si trattaìva in sostanza di pietanze tipiche del menu del ristorante, e dovevamo semplicemente eseguire le famose ricette di Madame. Non ero preoccupato.
La lepre però, quella sì che era una vera surprise.
"Chef, ha già in mente come vuole che prepari la lepre?"
"Sì, voglio che tu mi stupisca" rispose lei e, senza aggiungere altro, se ne andò con Leblanc.
Come ci si può immaginare, non appena uscirono ci mettemmo subito al lavoro, le labbra strette, la fronte madida di sudore, sapendo benissimo che per ciascuno di noi quella era una vera e propria prova di flessibilità. Poco dopo Jean-Pierre era coperto di farina e si cimentava nella millefoglie con crema di limoni di Mentone, mentre Marguerite, il viso contrattto per la concentrazione, preparò una salsa di aragosta alla sherry con zafferano per accompagnare sostanziosi tranci di luccio infilati negli spiedi e cotti ai ferri.
A dire la verità, gran parte di quella giornata è confusa nella nebbia di una corvée dal ritmo serrato. Ricordo che dopo aver tagliato e pulito le lepri, le feci marinare nel vino bianco, con foglie d'alloro, aglio tritato, aceto di malto, mostarda tedesca dolce e qualche bacca di ginepro essiccata e schiacciata, per dare quel retrogusto leggermente piccante e di pino. Una volta ammorbidite a dovere, misi le lepri in una pentola di ghisa e le lasciai cuocere a fuoco lento per diverse ore. Non era niente di speciale, la semplice rivisitazione di una vecchia ricetta contadina che mi era passata per le mani durante una sessione di studio nella biblioteca di Madame Mallory, ma sembrava perfetta per una serata d'autunno fredda e ventosa come quella.
Di contorno, al posto dei tradizionali tagliolini al burro, preparai un cuscus aromatizzato alla menta e un'insalata di cetriolo e panna acida arricchita da una generosa manciata di mirtilli rossi, un contrappunto fresco e leggero al sapore forte della lepre in umido. A ripensarci adesso, che ne fossi o meno consapevole, il cetriolo e la panna acida erano ispirati alla raita, il condimento a base di yogurt e cetriolo della mia terra madre."

Invitante, vero?
Ora però usciamo dalla cucina stellata, e torniamo nella mia umile dimora con questo primo piatto che vado subito a raccontarvi.

LASAGNE CON ASAPARGI E GORGONZOLA

Ingredienti:
500 g. di asparagi verdi maremmani
250 g. di sfoglia all'uovo
200 g. di gorgonzola dolce
sale e pepe nero q.b.
parmigiano reggiano grattugiato

per la besciamella:
500 ml. di latte
50 g. di burro
50 g. di farina
mezzo cucchiaino di noce moscata
sale e pepe

Procedimento:
Eliminate la parte di gambo più legnosa degli asparagi, lavateli accuratamente e sistemateli nel cestello per cuocerli al vapore, per una ventina di minuti, mantenendoli al dente.
Nel frattempo preparate la besciamella, mettendo farina e burro in una casseruola e facenmdo cuocere fino a ottenere un bel roux dorato. Aggiungete gradualmente il latte riscaldato, mescolate bene fino a ottenere una crema densa, insaporite con la noce moscata, il sale e il pepe e a fine cottura unitevi il gorgonzola tagliato a cubetti. Mescolate finchè non sarà completamente sciolto, poi tenete da parte.
Tagliate gli asparagi in piccoli pezzettini, poi cominciate a comporre gli strati delle  lasagne. Adagiate la sfoglia - essendo fresca non l'ho sbollentata - sul fondo di una teglia leggermente imburrata, versatevi sopra qualche mestolo di salsa besciamella, spargetevi sopra gli asparagi, spolverate di parmigiano e continuate così fino a esaurimento degli ingredienti. Sopra l'ultimo strato mettete le punte degli asparagi, un velo di besciamella e una generosa manciata di parmigiano, dopo di che infornate a 190° per una ventina di minuti, con funzione grill per gli ultimi cinque minuti di cottura.
Lasciate freddare qualche minuto prima di servire.


Semplicissima, ma esageratamente gustosa. Non sarà degna dello chef indiano, ma è comunque un piatto che fa grande figura e non delude il palato!
Bon appétit!!!

domenica 8 aprile 2012

Risotto nocciole e roquefort

Buona Pasqua a tutti voi!
Per me quest'anno è stata una Pasqua anomala, non ci siamo abbuffati di cibo né di colomba o uova di cioccolato (tranne una parentesi a merenda in cui stavamo per finire le scorte di cioccolato dai miei). Sfortunatamente il tempo non ci ha concesso di andare a fare una gita fuori porta, per cui abbiamo poltrito a letto fino a tardi, reduci da una serata trascorsa in campagna a casa di amici tra musica, danze e tanti bei dolcini, che si è protratta fino quasi all'alba. E dunque oggi niente agnello né festeggiamenti di sorta, solo tanto relax, che in fondo non guasta, soprattutto in questo periodo convulso.
In compenso però ho preparato un risotto davvero speciale di cui mi accingo a parlarvi.

RISOTTO CON NOCCIOLE E ROQUEFORT


Ingredienti per 2 persone:
180 g. di riso carnaroli
1 scalogno
olio evo
mezzo bicchiere di vino bianco secco
brodo vegetale
sale e pepe q.b.
40 g. di nocciole dop del Piemonte
40 g. di roquefort

Procedimento:
Mondate e affettate finemente lo scalogno, poi fatelo soffriggere dolcemente in una casseruola con olio evo. Quando è dorato aggiungete il riso, fate tostare, poi sfumate con il vino bianco. Continuate la cottura a fiamma moderata aggiungendo man mano il brodo caldo. Aggiustate di sale.
Nel frattempo tritate grossolanamente le nocciole fatele tostare in un padellino antiaderente, e tagliate il roquefort a tocchetti.
Qualche minuto prima del termine della cottura del risotto, aggiungete le nocciole e il roquefort (tenetene un po' da parte per guarnire) e mantecate finché il riso è cotto.
Impiattate rifinendo con qualche nocciola, qualche cubetto di roquefort e una spolverata di pepe nero.


Un risotto davvero insolito, in cui il sapore deciso del formaggio è smorzato dalla dolcezza delle nocciole. Una vera prelibatezza per questo clima poco primaverile!
Bon appétit!!!

martedì 3 aprile 2012

Fior di fillo con crema di ricotta e salsa di fragole

Ciao a tutti!
Anche oggi scrivo questo post in perfetto stile Bianconiglio. Perché è tardi, molto tardi. E io vado di fretta. Tra lavoro e incombenze di varia natura che tanto tempo rubano al sollazzo, specie quello culinario, non posso dedicarmi al blog come vorrei. E' proprio vero, quando si ha il pane non si hanno i denti, e per me è proprio così. Ho passato un anno intero a macerare nella noia, senza sapere come riempire le giornate - ragione per cui mi sono tuffata nella cucina e nel blog - e ora accade esattamente il contrario. Ora non ho più tempo neanche per fare una passeggiata, e ho i minuti contati per tutto. Ma non posso lamentarmi, per carità! L'iperattività mi fa sentire viva, anche se posso sembrare schizofrenica, e non lo nascondo, a volte sfioro la nevrosi...
Per fortuna sabato scorso mi sono ritagliata una mezza giornata per dedicarmi al cibo, in occasione di una cena tra amici che mi ha regalato tante risate e molto relax - complice anche l'alcool, ovviamente!
Quello che vi propongo oggi è il dessert di quella cena, light e veloce, ma di sicuro effetto, per gli occhi e per il palato.
Eccolo qua tutto per voi.

FIORI DI FILLO CON CREMA DI RICOTTA E SALSA DI FRAGOLE


Ingredienti per 4 persone:
4 fogli di pasta fillo
olio evo da spennellare

per la crema di ricotta:
300 g. di ricotta di pecora freschissima
2 uova
80 g. di miele ai fiori d'arancio
scorza di 1 limone grattugiata

per la salsa di fragole:
300 g. di fragole private del picciolo
30 g. di zucchero semolato
2 cucchiai di succo di limone
2 cucchiai d'acqua

Procedimento:
Preparate la crema di ricota. Mettete la ricotta e la scorza di limone in una terrina e lavoratela con un cucchiaio di legno finché non sarà ben cremosa. Separate i tuorli dagli albumi, mescolate i primi con il miele e montate i bianchi a neve. Aggiungete i turoli alla ricotta, unitevi gli albumi e amalgamate bene.
Spennellate i fogli di fillo e sovrapponeteli tra loro, poi divideteli in quadrati. Sistemateli in 4 formine di ceramica precedentemente unte, poi versatevi la crema di ricotta e infornate a 180° per circa 20-25 minuti.
Nel frattempo preparate il coulis di fragole. Tagliatele a pezzettini e mettetele in un pentolino insieme allo zucchero, il succo di limone i due cucchiai di acqua. Fate bollire per una mezz'oretta, poi passate la salsa con un mixer a immersione, lasciando alcuni pezzettini interi.
A fine cottura componete il piatto, sformando i cestini di fillo, adagiandoli in un piatto da portata e rifinendo con un po' di salsa alle fragole ancora tiepida.


I miei commensali hanno profondamente gradito questo dolcetto, soprattutto per questa salsa alle fragole di cui non è rimasta nemmeno una goccia!
Bon appétit!!!

P.S. Con questa ricetta partecipo al contest di Donatella e Assunta:


venerdì 30 marzo 2012

Cous cous con i broccoli

Buon inizio di weekend!
Wow, un'altra settimana sta volgendo al termine, e mi è proprio volata! Ho trascorso giornate intense, sia sul lavoro che a casa, molti progetti stanno lentamente prendendo forma, e questo mi dà un senso di pienezza e armonia che è la giusta benzina per non sentire la stanchezza e per cercare sempre di migliorare. Anche se tutto questo comporta il sacrificio di ore di sonno e di ozio.
Per questo sono contenta che domani è sabato, almeno posso dormire un'oretta di più, pur non dimenticando che mi aspettano le pulizie domestiche!
In ogni caso questa settimana si inscrive nella storia per due episodi che sono successi a Rino. L'altra sera nostro micio mangione si è mangiato uno spicchio di aglio intero, avanzato dalla nostra cena a base di melanzane, e gli è piaciuto tantissimo! Peccato che la mattina dopo emanava un certo odorino che ha sconvolto il mio risveglio... però di sicuro l'aglio ha disinfettato il suo pancino! L'altro aneddoto è accaduto proprio stasera. Rino ha avuto un incontro troppo ravvicinato con un gatto che si aggira dalle nostre parti e che non aveva alcuna voglia di giocare con lui, per cui ha rimediato una serie di graffi e un grande spavento, tanto che si è fatto la pipì addosso... abbiamo dovuto fargli il bagnetto, proprio come a un bimbo - non mi era mai successo di fare il bagno al gatto, ed ero pronta al peggio, ma lui è stato un vero angioletto, bravo Rino!
E dopo le soddisfazioni familiari, veniamo alla sostanza. La ricetta di oggi è all'insegna della dieta che impera in questo periodo - anche se non rimuncio ai miei dolcini o a un bel piatto di pasta succulenta, alla faccia del povero Paolo - ma ricca di sapore.

COUS COUS CON BROCCOLI

Ingredienti:
2 broccoletti
1 spicchio d'aglio
2 filetti di acciughe sott'olio
olio evo
20 g. di uvetta
una manciata di pinoli
sale e pepe nero
1 bicchiere di cous cous
un pizzico di curry

Procedimento:
Mondate i broccoli e riduceteli in cimette. Fateli sbollentare in poca acqua per una decina di minuti, poi conservate l'acqua di cottura.
Mettete l'uvetta in ammollo in acqua tiepida per almeno un quarto d'ora.
In una larga padella fate rosolare in olio evo l'aglio con i filetti di acciuga che dovranno sciogliersi, poi versatevi i broccoli, l'uvetta strizzata e i pinoli. Fate cuocere a fiamma vivace per una decina di minuti e aggiustate di sale e pepe.
Versate un bicchiere d'acqua di cottura dei broccoli, ancora bollente, sul cous cous e aggiungete un filo d'olio, salate, pepate, spolverate con il curry e coprite con un coperchio, poi sgranate con una forchetta per separare i grani.
Versate il cous cous in padella con i broccoli, fate insaporire qualche minuto e servite caldo.


Il sapore dolce dell'uvetta smorza alla perfezione l'aroma dell'acciuga e del broccolo, rendendo questo piatto ancora più appetitoso!
Bon appétit!!!

mercoledì 28 marzo 2012

Cantucci salati

Ben ritrovati a voi tutti!
Oggi non mi dilungherò troppo in discorsi, in questi giorni vado sempre di fretta, le incombenze da svolgere richiederebbero che le giornate durassero quarantott'ore anziché ventiquattro, ma non è una novità, e soprattutto non credo di essere la sola!
La Molino Chiavazza mi ha invitata a partecipare al loro nuovo, originalissimo contest sul pesce d'aprile, e visto che in questo periodo sono in vena di scherzare, non potevo esimermi dal partecipare. Dunque passo subito alla ricetta - tratta da La Cucina naturale - e vi invito ad accompagnarmi in cucina!

CANTUCCI SALATI CON MANDORLE E OLIVE

Ingredienti:
250 g. di farina antigrumi della Molino Chiavazza
100 g. di olive nere denoccilate
un cucchiaino di lievito istantaneo per torte salate
100 di mandorle
2 uova
2 cucchiai di parmigiano reggiano grattugiato
1 cucchiaio di timo
3 cucchiai di olio evo
un pizzico di sale
un pizzico di pepe


Procedimento:
In una ciotola sbattete le uova con l'olio, poi unitevi le olive tagliate grossolanamente, il timo, un pizzico di sale e pepe, poi aggiungete la farina setacciata con il lievito. Impastate il tutto e alla fine aggiungete le mandorle intere.
Dividete il composto in quattro parti e ricavate da ognuna dei filoncini spessi circa 2,5 cm, disponeteli su una teglia rivestita di carta da forno e fate cuocere per 20 minuti a 180°. Sfornateli e tagliateli trasversalmente, poi rimettete in forno per altri 5 minuti circa finché non saranno croccanti.
Servite freddi.


E' incredibile come ingannino la vista, perché sembrano dolci! In realtà sono un antipasto davvero sfizioso, o una merenda sostanziosa!
Bon appétit!!!

P.S. Con questo post partecipo al contest Pesce d'aprile del Molino Chiavazza:

domenica 25 marzo 2012

Ciao Antonio

Oggi niente ricetta.
Vorrei dedicare questo mio duecentesimo post al ricordo di una persona che ci ha lasciati oggi.
Ho appreso in serata che è morto Antonio Tabucchi. Non me l'aspettavo, è stato un brutto colpo per me. E' stato un vero maestro, un narratore magistrale, un grande viaggiatore. La sua scrittura asciutta, i suoi racconti di mondi reali e immaginati, quel suo modo un po' schivo, mai plateale, di raccontare emozioni, di annullare la distanza tra la vita e la morte senza mai appellarsi a presunte religioni o divinità, sempre stando coi piedi saldi a terra, ma anche il suo amore per il Portogallo, per la cultura e la letteratura portoghese - il Pessoa che noi leggiamo oggi è il Pessoa che Tabucchi ci ha traghettato dalle sponde lisboete - la sua sensibilità poetica, e la sua sapienza intellettuale, tutto questo mi ha fatto tanto amare Tabucchi. Non l'ho mai conosciuto personalmente, se non attraverso i suoi libri, le sue tante interviste, sua moglie con cui ho avuto la fortuna di studiare, nonché tanti altri suoi amici che ho conosciuto in questi anni, eppure per me è sempre stata una figura di riferimento. Le sue traduzioni di Pessoa sono perfette, e i suoi romanzi e racconti sono piccoli gioielli di letteratura.
La sua scomparsa lascia un vuoto culturale che mi rattrista, perché sarà quasi impossibile colmarlo. Anche se potremo continuare a godere di tutto ciò che ci ha lasciato con i suoi libri. E io non ne sarò mai sazia.

"La letteratura - ha detto un poeta - è la dimostrazione che la vita non basta. Perché la letteratura è una forma di conoscenza in più. E' come il viaggio: è una forma di conoscenza in più, tante forme di conoscenza in più. Molte cose ci possono bastare, e devono bastare, nella vita: l'amore, il lavoro, i soldi. Ma la voglia di conoscere non basta mai, credo." (A. Tabucchi, Viaggi e altri viaggi, Feltrinelli, 2010)



Ciao Antonio.

sabato 24 marzo 2012

Orzotto con carciofi

Ciao a tutti voi!
Ho paura a dirlo, ma qui sembra scoppiata la primavera, il termometro segna più di venti gradi  e nell'aria si diffonde il profumo dei fiori e degli alberi che cominciano a vestirsi di nuovo di verde. Spero davvero che il freddo non torni più, anche se un po' di pioggia non guasterebbe, dato il pericolo siccità di cui ci informano quotidianamente i media. Non siamo mai contenti, che volete farci!
Intanto continuiamo a godere ancora per un po' delle verdure invernali, in attesa di poter acquistare di nuovo asparagi, piselli, zucchine, fave... Beh, certo, si possono già trovare tutti tra i banchi del mercato, ma almeno dalle mie parti i prezzi sono allucinanti, per cui preferisco aspettare che calino un po'!
Oggi vi propongo un altro piatto gluten free - non per necessità, ma per scelta - in cui invece del riso ho preferito cucinare l'orzo, che tanto mi piace.

ORZOTTO CON CARCIOFI

Ingredienti per 2 persone:
180 g. di orzo perlato
3 carciofi con le spine
1 porro
1 l. circa di brodo vegetale
olio evo
mezzo bicchiere di vino bianco secco
il succo di mezzo limone
sale e pepe q,b.
erba cipollina fresca e parmigiano reggiano per decorare

Procedimento:
Mondate i carciofi privandoli delle foglie più dure, della barba interna e della parte di gambo più legnosa, poi tagliataeli in spicchi sottili e immergeteli in acqua acidulata con il limone per non farli annerire.
Mondate il porro, tagliatelo a rondelle e fatelo appassire in una casseruola con poco olio evo, poi trascorso qualche minuto unitevi i carciofi. Fate cuocere per una decina di minuti, aggiungendo un mestolo di brodo se asciugasse troppo, poi unite l'orzo. Fate tostare, sfumate con il vino bianco e continuate la cottura per una ventina di minuti, bagnando con il brodo. Aggiustate di sale e pepe.
A fine cottura mantecate con il parmigiano, spolverate con l'erba cipollina e impiattate.


Davvero buonissimo, non si può aggiungere altro!
Bon appétit!!!

mercoledì 21 marzo 2012

Great expectations.Crêpes gluten free con ricotta e zucchine

Ciao a tutti cari lettori!
Come mi aspettavo, questa settimana è davvero partita a tutta velocità, ma sono molto contenta perché sono riuscita a realizzare uno dei desideri che quasi disperavo di concretizzare. Proprio in questi giorni è stato presentato alla Fiera dell'editoria per ragazzi un nuovo libro, tradotto da me e da due mie amiche e compagne di università, Monica e Jessica, un lavoro che abbiamo iniziato esattamente dieci anni fa da studentesse e che ci ha accompagnate nel corso di questi anni. Davvero nessuna di noi ormai credeva più che sarebbe stato pubblicato! Eppure, vederlo lì, ieri, con la sua meravigliosa copertina, la veste grafica elegante, il testo portoghese a fronte, ci ha fatto ripercorrere per un attimo il lungo tragitto che ci ha portato da un banchino dell'università alla Fiera di Bologna. Quanti pomeriggi in biblioteca, a casa di António Fournier (nostro professore, nonché guru letterario ed esistenziale), a Lisbona dove abbiamo per la prima volta incontrato l'autore, ore e ore a pensare e ripensare ogni singola parola, traduzioni stracciate più volte e altrettante volte riscritte da zero. E in questi dieci anni ci sono le nostre vite, tre ventenni che nel frattempo sono diventate trentenni, con i loro enormi bagagli di vissuto che ne hanno modificato aspirazioni e visioni della realtà. E con loro anche il modo di leggere questo libro è cambiato. Per questo, quando qualche mese fa ci è stato chiesto di riprendere in mano le nostre traduzioni in vista della pubblicazione, mi sono letteralmente rituffata nel passato nel rileggere tutte quelle pagine segnate dal tempo. Una sola parola è bastata a far riaffiorare ricordi ed emozioni che credevo nascoste in un cassetto della mia testolina. E mi sono emozionata. Questo libro è un viaggio bellissimo, perché oltre a raccontare delle storie a grandi e piccini, racconta anche di me. A me.
Il viaggio si è magnificamente concluso, con il migliore degli approdi, in uno scenario fantastico, e c'eravamo tutti noi, Jessica, Monica, António, lo scrittore António Torrado, e tanti libri.
Quasi dimenticavo, il libro si intitola "Cinque sensi e altri racconti", di António Torrado, Edizioni dell'Orso, ed è una raccolta di racconti insoliti e profondamente poetici, con quella nostalgia atlantica e la giusta ironia che li rende piacevoli e non eccessivamente pesanti.
Perdonate la parentesi logorroica e autocelebrativa, ma non potevo tenere per me questa grande soddisfazione!
La nota culinaria di oggi si concentra su una ricetta senza glutine, light ma mooolto golosa. E in fatto di golosità le crêpes non hanno certo bisogno di grandi presentazioni, no?
Allora tutti in cucina!

CRÊPES DI GRANO SARACENO CON RICOTTA E ZUCCHINE

Ingredienti:

Per le crêpes
2 uova
250 ml. di latte
125 g. di farina di grano saraceno
20 g. di burro
un pizzico di sale

Per il ripieno
400 g. di zucchine piccole e chiare
uno scalogno
olio evo
tre foglie di salvia
250 g. di ricotta vaccina
noce moscata
sale e pepe nero q.b.

parmigiano reggiano e burro per guarnire

Procedimento:
Preparate le crêpes, mescolando le uova con la farina, il latte, il burro fuso raffreddato e il pizzico di sale, con l'aiuto di una frusta. Fate riposare la pastella per una mezz'oretta.
Nel frattempo mondate le zucchine e grattugiatele, tritate lo scalogno e fate appassire il tutto in padella con un filo d'olio evo per una decina di minuti. A fine cottura aggiustate di sale e pepe.
Cuocete le crêpes nell'apposito padellino, ne verranno circa 8.
Aggiungete la ricotta alle zucchine intiepidite, la salvia sminuzzata e la noce moscata. Amalgamate bene, poi farcite le crêpes e chiudetetele come preferite.
Disponetele in una teglia, cospargetevi del parmigiano e qualche fiocchetto di burro, poi fate gratinare in forno a 190° per un quarto d'ora circa.


Sufficientemente dietetico, ma profondamente appagante per lo spirito!
Bon appétit!!!


domenica 18 marzo 2012

Biscotti con le nocciole

Ben ritrovati a voi tutti!
Purtroppo il weekend sta per finire, domani ricomincia una dura settimana per tutti, ma sono contenta perché questi due giorni di riposo sono stati molto appaganti e ricchi di piacevoli incontri, per cui sono pronta ad affrontare al meglio la trincea che mi aspetta da domani!
Visto che da domani tornano i ritmi frenetici in precario equilibrio tra impegni lavorativi e doveri domestici, vi lascio la ricetta di alcuni biscotti golosissimi, semplici semplici e molto energetici. Proprio quello che serve per allontanare lo stress!

BISCOTTI CON LE NOCCIOLE


Ingredienti per circa 30 biscotti:
200 g. di farina 00
100 g. di zucchero semolato
1 uovo
130 g. di burro
100 g. di nocciole tostate
1 pizzico di sale


Procedimento:
Sul piano di lavoro impastate bene la farina con lo zucchero, il burro, l'uovo e il pizzico di sale.
Tritate una parte delle nocciole, lasciandone una quindicina intere, poi aggiungete la granella all'impasto, terminate di impastare e ponete in frigo per almeno mezz'ora.
Stendete quindi la pasta allo spessore di 5 mm, ritagliate i biscotti con le forme che preferite, mettete al centro la metà di una nocciola facendo una certa pressione, disponete su una placca da forno e cuocete a 160° per una ventina di minuti, o comunque finché i biscotti non assumeranno un colore dorato.



Eccoli qua, una vera goduria da sgranocchiare in qualunque momento della giornata!
Bon appétit!!!

mercoledì 14 marzo 2012

Ministrudel ricotta e arancia

Ciao a tutti!
Che piacere ritrovare il mio blog popolato delle vostre visite e dei vostri commenti calorosi e appaganti, grazie davvero!
Questa settimana è partita a una velocità incredibile, ma nonostante una certa stanchezza - dovuta anche alla primavera che risveglia gli ormoni ma favorisce il sonno - sono molto contenta perché si stanno prospettando all'orizzonte delle piacevoli novità di cui non vi anticipo niente - pura scaramanzia. Vi chiedo solo di tenere le dita incrociate per me per qualche giorno, a breve soddisferò la vostra curiosità e il vostro sforzo muscolare!
Oggi, non dimentica della dieta che impone un certo regime di austerità tra i fornelli, vi propongo la ricetta di un dolce light che ho cucinato appositamente per il contest di Assunta e Donatella, che ha per protagonista uno dei formaggi che adoro e che non mi faccio mai mancare, sua maestà la ricotta.

MINISTRUDEL DI RICOTTA ALL'ARANCIA E CIOCCOLATO

Ingredienti:

500 g. di ricotta di pecora freschissima
2 cucchiai di zucchero di canna
50 g. di mandorle pelate
1 cucchiaio di miele di fiori di arancia
1 cucchiaino di scorza d'arancia
un pizzico di cannella
4 fogli di pasta fillo
burro (o olio evo) per spennellare la pasta fillo
50 g. di cioccolato fondente al 70%
latte

Procedimento:

Tostate le mandorle in un pentolino a calore basso finché non saranno brune, poi tritatele grossolanamente. Una volta raffreddate, mescolatele con la ricotta insieme al miele, lo zucchero, la scorza d'arancia e un pizzico di cannella.
Prendete la pasta fillo, spennellatela col burro fuso o l'olio per sigillare i fogli tr aloro, tagliatela in quattro parti, distribuitevi la crema di ricotta e arrotolateli. Infornate a 190° per una ventina di minuti finché non saranno dorati. In un pentolino sciogliete il cioccolato a bagno maria diluito con un po' di latte, e rifinite gli strudel con la crema ottenuta. Servite tiepidi.


Il croccante della pasta fillo a contrasto con la crema di cioccolato e la ricotta all'arancia è davvero squisito, ve lo garantisco!
Bon appétit!!!

P.S. Con questa ricetta partecipo al contest:


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