martedì 21 febbraio 2012

Aspettando il girone di ritorno. Pasta con cavolfiore e scorza d'arancia

Ciao a tutti!
Il mio oroscopo lo aveva detto che questa non sarebbe stata una settimana propriamente brillante, ed ero pronta al peggio. Che non si sta ancora manifestando in tutto il suo splendore, ma c'è molto vicino.
La settimana è cominciata da appena due giorni - ma a me sembra ne siano passati cinque - e ho già collezionato una bella lista di figurette e incontri ravvicinati con personaggi dalla dubbia etica professionale, nonché umana. A volte è davvero dura restare indifferenti davanti a certi atteggiamenti arroganti di chi si sente più furbo di noi ostentando una colossale ignoranza dei più elementari codici di buona educazione. Per me, così attenta, per indole e formazione, all'uso delle parole, assistere a sproloqui da sofista che non hanno alla base alcuna logica concreta, è una vera tortura. Soprattutto poi quando questi voli pindarici, a metà tra Protagora e l'Azzeccagarbugli, sono suggellati da errori di grammatica che manco un bimbo di cinque anni, il mio travaso di bile - corredato da prurito alle mani -  è completo. Eccheccavolo.
A parte lo sfogo da maestrina nevrotica - appellativo con cui spesso mi apostrofano scherzosamente in famiglia - stasera, non appena sono tornata a casa, consapevole già che il tappezziere che aspetto da giorni non sarebbe venuto neanche stavolta, ho deciso di inondare la casa del soave profumo del cavolfiore, invogliata da una ricettina che ho letto qualche giorno fa su uno speciale de La Cucina italiana, e che fortunatamente ha dissolto il livore accumulato.
E dunque ve la racconto subito, caso mai vi servisse un piatto terapeutico contro la nevrosi.

PASTA CON CAVOLFIORE E SCORZA D'ARANCIA

Ingredienti per 2 persone:
200 g. di pasta corta
un cavolfiore piccolo
1 spicchio d'aglio
2 filetti d'acciuga sott'olio
100 ml. di panna vegetale (facoltativa)
olio evo
la scorza grattugiata di un'arancia non trattata
sale e pepe q.b.
un pizzico di erba cipollina per rifinire


Procedimento:
Mondate il cavolfiore e cuocetelo in acqua bollente per una ventina di minuti. Poi scolatelo e conservate l'acqua di cottura per cuocervi la pasta.
Nel frattempo in una padella fate rosolare lo spicchio d'aglio intero e i filetti sminuzzati, poi togliete l'aglio e aggiungete il cavolfiore tagliato a pezzettini. Fate insaporire per qualche minuto, poi salate, pepate,  aggiungete la panna e la scorza d'arancia grattugiata.
Cuocete la pasta al dente e terminate la cottura in padella, aggiungendo un po' d'acqua di cottura per non fare asciugare troppo.
Al momento di impiattare rifinite con un po' di scorza d'arancia e l'erba cipollina sminuzzata, e servite fumante.


Adoro l'abbinamento cavolo- arancia, lo uso molto spesso anche per i cavoletti di bruxelles, ma con questa pasta cremosa raggiunge veramente l'eccellenza, ve lo assicuro!!
Bon appétit!!!

domenica 19 febbraio 2012

Bocconcini di salmone con porri e broccoli

Ciao a tutti!
Quella che sta per concludersi è stata una settimana all'insegna del pesce - ogni tanto è più che giusto concedersi il lusso di comprare del buon pesce, soprattutto quando è ben fresco - ed è culminata oggi con un pranzo da mia mamma a base di pasta con gallinella e cicale, e branzino all'isolana cotto nel forno a legna. Dico io, si può chiedere di meglio?
Purtroppo non posso postarvi i manicaretti di mamma, sono spariti ancor prima di pensare di poterli fotografare - a volte la bocca viaggia più veloce del pensiero -, in compenso però vi posso raccontare la ricetta di un piatto che ho cucinato qualche giorno fa, talmente goloso che prima ancora di aver finito di leggere il titolo della ricetta, il piatto si è già svuotato!

BOCCONCINI DI SALMONE CON PORRI E BROCCOLI IN SALSA DI ZAFFERANO

Ingredienti:
500 di salmone fresco
1 porro
1 broccolo
vino bianco secco
olio evo
sale e pepe nero q.b.

per la salsa allo zafferano:
4 dl. di latte
40 g. di farina
50 g. di burro
mezza bustina di zafferano
un pizzico di sale


Procedimento:
Mondate il broccolo, riducetelo in cimette e cuocetelo a vapore per un quarto d'ora. 
Sfilettate il salmone, eliminate la pelle, le lische e tagliatelo a cubetti. In una casseruola fate rosolare il porro tagliato a rondelle con poco olio evo, poi dopo qualche minuto aggiungete i bocconcini di salmone. Fate saltare a fiamma viva, poi sfumate con il vino bianco, abbassate la fiamma e cuocete ancora cinque minuti.
Aggiungete quindi le cimette di broccolo, aggiustate di sale e pepe e continuate la cottura per latri dieci minuti circa.
Nel frattempo preparate la salsa. Fate bollire il latte e aggiungete lo zafferano. A parte lavorate il burro e la farina fino a ottenere un composto omogeneo che poi andrete ad aggiungere al latte caldo. Mescolate fino a ottenere una crema omogenea, salate e cuocete una decina di minuti e tenete in caldo.
Infine componete il piatto. Adagiate i bocconcini di salmone con i porri e il broccolo, rifinite con un po' di salsa e servite immediatamente.


Vi consiglio di accompagnare questo piatto con un buon bicchiere di Franciacorta millesimato - e attenti al gomito!
Bon appétit!!!

P.S. Con questo post partecipo al contest di Cinzia:

mercoledì 15 febbraio 2012

Torta di pane per sentirsi giovani

Ciao a tutti!
Sono già passati diversi giorni dal mio ultimo post, e cominciavo ad avvertire una certa nostalgia, anche perché non ho potuto girovagare nella rete a caccia di ricette sfiziose e creative.
Devo dire che tra il lavoro e i vari impegni non posso certo considerarmi in letargo. E meno male, aggiungo, che a stare sempre in casa cominciavo a sentirmi vecchia.
Ieri sera sono andata a teatro a vedere uno spettacolo - nel vero senso della parola - di danza, Blaze, tutto incentrato sulla street dance, con 12 ballerini provenienti da tutta l'Europa che per un'ora e mezzo si sono scatenati sul palco al ritmo della musica dei giovani di oggi - leggasi Lady Gaga, Rihanna e svariati rappers dai nomi impronunciabili. Ma la cosa più divertente è che ero completamente circondata da una teoria di ragazzine preadolescenti che per un'ora e mezzo non hanno fatto altro che urlare i nomi dei loro ballerini preferiti saltando sulle poltroncine in preda a un'esplosione ormonale ogni qualvolta i loro beniamini si presentavano sul palco in abiti succinti con i muscoli a far bella mostra di sé. Wow, una vera ventata di giovinezza, altro che creme antirughe!
E dunque, in barba a S.Valentino, ieri non ho cucinato torte a forma di cuore o manicaretti afrodisiaci, anzi, non ho cucinato affatto.
In compenso però lunedì ho preparato un bel dolce, un po' insolito perché a base di pane, ispirato a una ricetta trovata su un vecchio numero de La cucina italiana. E ve lo racconto subito subito.

TORTA DI PANE


Ingredienti:
200 g. di pane raffermo
1 litro di latte
2 uova
200 g. di amaretti
3 pacchetti di pavesini
100 g. di zucchero
2 cucchiai di cacao amaro
50 g. di cioccolato fondente al 70 % a scaglie
70 g. di pinoli
1 limone

Procedimento: 
Scaldate il latte e fatevi ammorbidire il pane senza la crosta, tagliato a cubetti. Unite anche gli amaretti sbriciolati e i pavesini. In una ciotola sbattete le uova intere con lo zucchero e lavoratevi insieme il pane e i biscotti, fino a ottenere un impasto il più possibile uniforme (io ho usato lo sbattitore elettrico). Unite la buccia grattugiata e il succo filtrato del limone, il cacao, il cioccolato e i pinoli, tenendone da parte una manciatina. Foderate con carta da forno  uno stampo a cerniera e versatevi il composto. Decorate la superficie del dolce con i pinoli tenuti da parte. Cuocete nel forno a 190° per circa 50 minuti e lasciate raffreddare prima di sformare e servire.


La consistenza è davvero fantastica, umida ma molto soda, e una fetta sola non basta per soddisfare il palato solleticato da cotanta bontà!
Bon appétit!!!

venerdì 10 febbraio 2012

Finger food di pasta fillo pere e roquefort

Buon inizio di weekend a voi tutti!
In questo venerdì freddo e ventoso, prima di mettersi ai fornelli, vi lascio una celeberrima poesia della poetessa polacca Wyslawa Szymborska, premio Nobel per la Letteratura del 1996, scomparsa la settimana scorsa.


Scrivere un curriculum 

Che cos'è necessario?
E' necessario scrivere una domanda,
e alla domanda allegare il curriculum.
A prescindere da quanto si e' vissuto
è bene che il curriculum sia breve.
E' d'obbligo concisione e selezione dei fatti.
Cambiare paesaggi in indirizzi
e malcerti ricordi in date fisse.
Di tutti gli amori basta quello coniugale,
e dei bambini solo quelli nati.
Conta di più chi ti conosce di chi conosci tu.
I viaggi solo se all'estero.
L'appartenenza a un che, ma senza perché.
Onorificenze senza motivazione.
Scrivi come se non parlassi mai con te stesso
e ti evitassi.
Sorvola su cani, gatti e uccelli,
cianfrusaglie del passato, amici e sogni.
Meglio il prezzo che il valore
e il titolo che il contenuto.
Meglio il numero di scarpa, che non dove va
colui per cui ti scambiano.
Aggiungi una foto con l'orecchio in vista.
E' la sua forma che conta, non cio' che sente.
Cosa si sente?
Il fragore delle macchine che tritano la carta.

Un bel ritratto della nostra epoca, non è vero?
Ma  ora è tempo di rimboccarsi le maniche e pensare a nutrire il corpo. Ecco qua una ricetta fast and furious di uno stuzzichino che può essere preparato in pochi minuti, adatto per una cena sfiziosa tra amici!

CESTINI DI PASTA FILLO CON PERE CARAMELLATE E ROQUEFORT
Ingredienti per 12 crostatine:
4 fogli di pasta fillo
olio evo
2 pere williams mature
un cucchiaino di miele
mezzo bicchierino di rum
50 g. di roquefort
12 gherigli di noce

Procedimento:
Spennellate i fogli di fillo con l'olio evo e poi sovrapponeteli tagliandoli in 12 quadrati.
Sbucciate le pere, riducetele a dadini e cuocete per pochi minuti in padella con poca acqua. Sfumate con il rum, poi unite il miele e fate caramellare, quindi togliete dal fuoco.
Foderate i pirottini da muffin con la pasta fillo, riempite con i dadini di pera, aggiungete il roquefort anch'esso tagliato a dadini, rifinite con un gheriglio di noce per cestino e infornate per un quarto d'ora a 180°. Servite tiepidi.


Il contrasto dolce della pera con il sapore forte del fomaggio è davvero fantastico!
Bon appétit!!!
P.S. Con questa ricetta partecipo al contest:


mercoledì 8 febbraio 2012

Crostatine di grano saraceno con marmellata di arance

Ciao a tutti!
Oggi non ho voglia di parlare del maltempo, della neve e del freddo, ci pensano già i media a intasarci di immagini di scenari agghiaccianti - nel vero senso della parola - e numeri spesso molto tristi concernenti vittime, temperature indicibili, metri di neve, treni bloccati, paesi isolati e non ultimo le tonnellate di cibo che si sono rovinate a causa del gelo. Un vero disastro.
Dalle mie parti siamo fortunati, a parte qualche grado sotto lo zero, non abbiamo visto molta neve né ghiaccio, e tutto sommato l'inverno continua il suo corso indisturbato.
Piuttosto oggi vorrei sfogarmi del senso di frustrazione culinaria che mi pervade in questi giorni, un'afflizione inconsueta dovuta all'insoddisfazione per quello che cucino. Ho un frigo e una dispensa pieni di tante cosine buone, e desiderei tanto realizzare un piatto nuovo, che stupisca il palato per gli accostamenti innovativi e inconsueti, e invece mi ritrovo con il coltello in mano e poca fantasia. Sono un po' esaurita, forse. La testa è in continuo fermento, ma la mano non è abbastanza tempestiva nell'afferrare il pensiero che mi attraversa. Vorrei essere un po' come il Piccolo Principe, sempre pronto a catturare le stelle per i suoi mitici viaggi sulla terra. Ma non è ancora il momento giusto, pazienza.
Nel frattempo oggi, nel mettere ordine in dispensa, sono fioriti una serie di avanzi di farine di vario genere - farro, ceci, castagne, grano saraceno - e non ho saputo resistere alla tentazione di usarne un po' per una frolla diversa dal solito, complice un avanzo di marmellata di arance di Pietrasanta raccolte e cucinate da mia suocera - una delle marmellate più buone del mondo, vi assicuro.

CROSTATINE DI GRANO SARACENO CON MARMELLATA DI ARANCE

Ingredienti:
180 g. di farina di grano saraceno
100 g. di farina bianca
90 g. di zucchero bianco
125 g. di burro
1 uovo
un cucchiaino di lievito
la scorza di un limone grattugiata
un pizzico di sale
marmellata di arance bio

Procedimento:
Formate una fontana con le due farine setaccciate, unite lo zucchero, il lievito, il burro a tocchetti, il pizzico di sale e al centro versate l'uovo. Impastate fino a ottenere un composto omogeneo, formate una palla, avvolgetela nella pellicola e fate riposare in frigo per almeno un'ora.
Stendete la pasta, ritagliate dei cerchi per fare le crostatine, adagiate negli stampini, farcite con la marmellata, coprite con delle striscioline di pasta e infornate a 180° per un quarto d'ora circa, finché saranno ben dorate.



Sono riuscita a immortalare queste due prima che sparissero definitivamente in pancia.
Buonissime, molto consolatorie e, nonostante la facilità di esecuzione, soddisfano il palato anche più esigente - come il mio. Morale di oggi: non importa essere grandi chef per sfornare cibi stupefacenti, basta un po' di cara vecchia pasta frolla e pochi semplici ingredienti per avere grandi soddisfazioni!
Bon appétit!!!

venerdì 3 febbraio 2012

Premio e cookies al cioccolato bianco e scorzette d'arancia

Buon inizio di weekend!
Un'altra settimana è passata e, nonostante la brutta influenza, è stata piacevole perché ho ricevuto due riconoscimenti da due blog che apprezzo moltissimo, Dana e Dana e Ilaria che mi hanno premiata come blog versatile, grazie!!


Beh, come da copione, non mi resta che descrivere le 7 caratteristiche che mi riguardano e girare il premio ad altri 7 blog.

Ecco le caratteristiche:

1) Adoro leggere e circondarmi di libri, di cultura e di arte;
2) Mi piace viaggiare e confondermi con gli usi e i costumi dei luoghi che visito;
3) Sono molto curiosa di fare esperienze sempre nuove che possano farmi crescere e migliorare;
4) La mattina appena sveglia non posso mai rinunciare a una colazione luculliana, rigorosamente a base di caffellatte e dolci fatti in casa, non sopporto di fare colazione al bar;
5) Nonostante l'epoca buio che stiamo attraversando, sono fiduciosa che un giorno riuscirò a realizzare di nuovo il mio sogno di tradurre i libri dei miei scrittori preferiti;
6) Adoro gli animali, quelli molto pelosi come Rino, ma anche quelli meno pelosetti, in particolare uno;
7) Last but not least, non potrei vivere senza musica, ogni momento della mia vita è scandito da una colonna sonora imprescindibile!

E ora i 7 blog a cui giro volentieri questo premio:

1) Stefania di Cool Chic Style Confidential;
2) Alda e Mariella di Cucina con Alda e Mariella;
3) Sara di Di pasta impasta;
4) Donatella di Fiordirosmarino;
5) Federica di La cucina di Federica;
6) Gio di Symposion;
7) Gemma Olivia di Gemma Olivia...

Grazie ancora per questo bel riconoscimento!
E ora la ricetta di oggi, dei cookies con cioccolato bianco e scorzette di arancia candite che ho improvvisato l'altro pomeriggio all'ora del tè.

COOKIES CON CIOCCOLATO BIANCO E SCORZETTE D'ARANCIA CANDITE

Ingredienti:
200 gr di farina 
125 gr di zucchero
125 gr di burro
1 uovo
1 cucchiaino di lievito
1 pizzico di sale  
essenza di vaniglia

la scorza grattugiata di un limone
70 g. di cioccolato bianco in scagliette
50 g. di scorzette d'arancia sminuzzate

Procedimento:
In un recipente setacciate la farina con il lievito e il pizzico di sale, poi unite il burro ammorbidito, lo zucchero, l'uovo, l'essenza di vaniglia e impastate fino a ottenere una frolla. Da ultimo unitevi il cioccolato bianco e le scorzette d'arancia, poi formate un rotolo del diametro di circa tre-quattro centimetri, avvolgetelo nella pellicola e fate riposare in frigo per almeno mezz'ora.
Trascorso questo tempo, affettate il rotolo ottenendo dei dischi di circa 7 mm. di spessore, adagiate i biscotti su una teglia rivestita di  carta da forno e infornate a 180° per un quarto d'ora circa.


Sono particolarmente indicati in questi pomeriggi siberiani se inzuppati in un buon tè agli agrumi come la Miscela Mediterranea Agrumata dell'Officina Profumo-Farmaceutica di Santa Maria Novella, che contiene tè verde cinese, arancio dolce, fiori d'arancio e di sambuco, cardamomo verde, karkadè, frutti di mirtillo, ciliegia e uvetta. Davvero raffinatissimo!
Bon appétit!!!



mercoledì 1 febbraio 2012

Soup à l'oignon gratinée contro il gelo

Ben ritrovati lettori infreddoliti!
Alla fine tanto tuonò che nevicò, per dirla con un proverbio, però per fortuna la neve non ha creato troppi disagi e si sta già sciogliendo. Speriamo solo che il freddo previsto per i prossimi giorni non faccia gelare le strade...
Per quanto mi riguarda purtroppo non ho potuto godermi una bella passeggiata en plein air, essendo ancora convalescente di una brutta influenza che mi ha costretta a letto per tutto lo scorso weekend con  febbre quasi fino a 39° - non vi dico in che condizioni mi ha ridotta, uno zombie. Solo oggi sono riuscita a riconquistare una certa dignità in posizione eretta, e non ho perso un minuto di più a gozzovigliare nonostante abbia le forze di un fringuello e mi venga subito il fiatone. Purtroppo sono fatta così, odio l'inattività, il riposo forzato, mi fa sentire inutile e scatena in me un meccanismo pernicioso di pessimismo cosmico da cui non esco più se non con un senso di sconfitta e rassegnazione. E oggi non ne sono stata immune, ahimè.
E' anche per questo motivo quindi che mi sono decisa a dare un taglio netto alla convalescenza a base di riso in bianco e patata lessa - per carità, nei giorni scorsi non aspiravo ad altro - e oggi ho deciso di dare libero sfogo a un desiderio che mi solleticava da parecchio, ovvero cucinare la zuppa di cipolle alla francese. Bella botta di vita, direte voi! Eh già, a me piacciono le sterzate forti, senza mezze misure, decisamente. In realtà è un piatto delicatissimo, in cui la cipolla perde la sua persistenza acidula e forte riuscendo molto dolce e ben digeribile.
Beh, questa versione non sarà proprio uguale all'originale francese, ma vi assicuro che è molto chic, e molto adatta al clima siberiano che ci attende!

SOUP À L'OIGNON GRATINÉE

Ingredienti per 3 persone:
500 g. di cipolle dorate (io le preferisco alle bianche)
50 g. di burro
4 cucchiai di olio evo
20 g. di farina
mezzo bicchiere di vino bianco secco
1 l. di brodo vegetale preparato con carota, sedano e cipolla (l'originale prevede del brodo di manzo)
1 cucchiaino di zucchero
sale e pepe nero q.b.
12 fettine di pane casalingo
groviera (io parmigiano reggiano) grattugiato per la gratinatura

Procedimento:
Sbucciate le cipolle e affettatele sottili, ma non troppo, poi fatele appassire in una casseruola con il burro e l'olio. Lasciate cuocere a fuoco basso per una decina di minuti, poi aggiungete il cucchiaino di zucchero e fate sudare le cipolle senza che prendano colore. Appena saranno leggermente imbiondite, spolverate con la farina setacciata, mescolate per qualche minuto, poi sfumate con il vino bianco e da ultimo aggiungete il brodo vegetale. Lasciate bollire a fiamma dolce per una mezz'ora, poi a fine cottura aggiustate di sale e pepe.
Abbrustolite le fette di pane nel tostapane (o in forno o sulla griglia) - la ricetta originale prevede l'uso della baguette, ma il pane toscano salato è di gran lunga più saporito - poi adagiatene circa 2 o 3 fettine sul fondo di tre cocotte, coprite con una manciata di parmigianograttugiato, versatevi sopra la zuppa di cipolle, coprite con latre 2 o 3 fettine di pane, spolverate molto generosamente di parmigiano fino a coprire tutta la superficie, e infornate per alcuni minuti a 250° con funzione grill, per la gratinatura.
Servire bollente.


L'ustione di lingua e palato val bene la bontà di questo piatto in bilico tra i migliori ingredienti di casa nostra e la genialità dei cugini d'Oltralpe, garantisco!
Bon appétit!!!

venerdì 27 gennaio 2012

La sbrisolona, ovvero, sgranocchia che ti passa

Buon inizio di weekend a voi tutti!
Finalmente questa settimana lavorativa è finita, è stata veramente dura e faticosa, ed è per giunta culminata con il terremoto. Per carità, dalle mie parti non è successo niente (io ero nel parcheggio del supermercato e non riuscivo a infilare la chiave della macchina nella serratura perché l'auto oscillava, ma sul momento ho pensato che fosse colpa di un tir che forse stava passando, mica del terremoto!), ma lo spavento è stato grande, e tutti ovviamente temono il peggio per le prossime ore. Ho saputo che il Comune della mia città sta telefonando a tutte le famiglie comunicando che domani le scuole saranno chiuse per motivi di sicurezza.
Dunque. Sarò incosciente, ignorante, superficiale, va bene, ma odio questi allarmismi che generano psicosi e caos, ma soprattutto paura. Chi ci dice di mettere in macchina una coperta e una torcia perché stanotte potrebbe arrivare una scossa mooolto più forte di quella di oggi, ma... io abito a circa 150 km. dall'epicentro del terremoto - che, per carità, non sono niente per i sommovimenti terrestri - e qui ci sono state due scossette che hanno smosso un po' i lampadari, ma giungere subito a conclusioni catastrofistiche camuffate da misure cautelari, mi pare un po' eccessivo. Sarà che finora sono sempre stata fortunata da non essermi mai trovata in situazioni di emergenza, e dunque non riesco proprio a immaginare come potrei comportarmi razionalmente se non guidata da un innato istinto di sopravvivenza che irrompe improvviso; quindi mi dispiace, ma proprio non avverto tutto questo pericolo di cui sento parlare in questa zona - anche se trovo comunque giusto che le scuole domani restino chiuse.
Sapete che vi dico? Con tuttto questo stress, mediatico, lavorativo, felino - già, perché Rino tutte le mattine mi dà il suo buongiorno alle 6 miagolando come un leone affamato in cerca di coccole e cibo e non molla finché non mi alzo - io ci mangio su. Ieri ho cucinato la Sbrisolona, con la esse maiuscola, seguendo alla lettera la ricetta della mia amica Emanuela, tramandatale con tanto amore dalla sua adorata mamma. E lo stress si è magicamente dissolto.

SBRISOLONA


Ingredienti:
200 gr di farina gialla
200 gr di farina bianca
200 gr di mandorle non pelate
200 gr di zucchero 
200 gr di burro
2 tuorli
la scorza di un limone grattugiata
2 bustine di vanillina

Procedimento:
Setacciate le due farine con la vanillina, unite lo zucchero, il burro a pezzettini, la scorza di limone, i due tuorli e impastate velocemente fino a ottenere un composto sbricioloso. Da ultimo aggiungete le mandorle sminuzzate in maniera diseguale e impastate di nuovo. Sistemate il composto su una teglia da forno o in due tortiere, compattando il composto con le mani, quindi infornate a 180° per una mezz'oretta, finché la superficie sarà ben dorata e soda.
Servite fredda.



Una bontà capace di allontanare qualunque ansia, anche il terremoto!
Bon appétit!!!

martedì 24 gennaio 2012

Biscotti a scacchiera di Ilaria

Ben ritrovati amici lettori!
In questo momento sto scrivendo con Rino in grembo che fa delle fusa incredibili, quanta soddisfazione questi animaletti! Dopo una giornata di lavoro torno a casa e (prima ancora di ritrovare le braccia di Paolo) trovo Rino che mi corre incontro ancora sonnacchioso ma disperatamente bisognoso di coccole e considerazione... e allora mi dico che è bello andare al lavoro perché al ritorno a casa riscopro tutto ciò per cui vale la pena esserci, il calore della propria casetta e tutto l'affetto di chi la rende viva. Basta così poco per trasformare la stanchezza di una giornata pesante in un sorriso purificatore e riconciliante!
Oggi vi racconto una ricetta di biscotti che ho ripreso pressoché alla lettera dal blog di Ilaria, una ricetta che cercavo da tempo e che ho sperimentato alcuni giorni fa per alcuni amici di Paolo che sono venuti a trovarci. Io ne ho a mala pena assaggiato uno ancora tiepido, gli altri sono stati letteralmente spolverati dagli ospiti, ottimo sintomo che la ricetta di Ilaria è una vera delizia!

La ricetta con ingredienti e passaggi di esecuzione la trovate qui, è inutile che ve la riscriva, è spiegata egregiamente!


Ecco qua il risultato prima della loro scomparsa prematura. Burrosi, friabili, belli a vedersi e ancora più belli da sgranocchiare, impossibile non mangiarseli uno dopo l'altro!
Bon appétit!!!

mercoledì 18 gennaio 2012

Tartelette di polenta con radicchio trevigiano

Ciao a tutti!
In questi giorni ho una voglia matta di cucinare (e di mangiare, sarà per colpa del freddo polare) e mi sento particolarmente ispirata ai fornelli (modesta...). Per fortuna il palato di Paolo è sempre pronto ad accogliere di buon grado i miei esperimenti, sono rare le volte in cui indugia con la forchetta o studia lo strano miscuglio di ingredienti che ha davanti prima di ingerirlo. Fa una grande soddisfazione vedere che chi ho davanti trangugia in religioso silenzio le mie creazioni anche più spericolate, senza battere ciglio, abbandonandosi a un largo sorriso di soddisfazione a fine pasto (tranne rari casi, devo ammetterlo!).
E questo è successo stasera, anche se non ho preparato alcunché di azzardato, ma visto che avevo dell'ottima polenta "otto file" (un tipo di di farina tipica della Garfagnana, fatta con pannocchie con otto fili di chicchi, da cui il nome, e macinata a pietra in modo da risultare più rustica) avanzata da ieri, ho deciso di riciclarla con queste sfiziose tartelette.

TARTELETTE DI POLENTA CON RADICCHIO

Ingredienti per 4 persone:
150 g. di farina di mais "otto file"
300 ml. di acqua
2 cesti di radicchio trevigiano
1 scalogno medio
50 g. di scamorza affumicata
50 g. di gorgonzola dolce
4-5 gherigli di noce
olio evo
sale e pepe q.b.

Procedimento:
Fate bollire l'acqua con un pizzico di sale, poi versate a pioggia la farina di mais e cuocete la polenta per un'ora circa (io l'ho preparata il giorno prima). Stendetela su una tavola di legno, livellate con una spatola bagnata con acqua e fate freddare. Ritagliate dei cerchietti con uno stampino o il coppapasta.
Nel frattempo affettate lo scalogno e fatelo appassire in padella con poco olio. Mondate il radicchio e tagliatelo a striscioline, poi aggiungetelo in padella, salate e fate saltare brevemente. Tritate le noci e tagliate la scamorza e il gorgonzola a dadini.
Sistemate sui cerchietti di polenta il radicchio, qualche dadino di formaggio e le noci. Infornate a 190° per una decina di minuti, finché il formaggio sarà gratinato. A fine cottura spolverate di pepe e servite bollente.


Suggerisco di accompagnare a questo piatto goloso una bella versione del brano Roxanne dei Police firmata George Michael:


Che la lussuria sia con voi!
Bon appétit!!!

martedì 17 gennaio 2012

Sformatini di broccoli e ricotta

Ciao a tutti!
Archiviati i festeggiamenti per il comple-blog che tanto mi hanno infuso calore e gioia sincera, si torna alla quotidianità, con un senso di leggerezza e ironia che allevia quell'ansia da prestazione che mi affligge in questi ultimi mesi.
Oggi vi lascio un post veloce, mentre in sottofondo scorre la sublime melodia della Rhapsody in blu di Gershwin, nella maestrale versione di Bollani-Chailly che incanta anche Rino, tenendolo incollato davanti alle casse dello stereo.

SFORMATINI DI BROCCOLI E RICOTTA
Ispirata a una ricetta de La Cucina naturale

Ingredienti:
300 g di broccoli
200 g di ricotta
50 g. di scamorza affumicata grattugiata
una spolverata di noce moscata
1 patata
1 uovo
sale
pepe
burro
200 g di yogurt greco
sale e pepe
un filo d'olio evo
un pizzico di paprika forte in polvere
dragoncello secco
erba cipollina per guarnire
Procedimento:
Pulite i broccoli e la patata tagliata a cubetti e cuoceteli in acqua bollente salata per circa dieci minuti. Raffreddateli sotto l'acqua corrente e tritateli al mixer. Mescolateli alla ricotta, alla noce moscata, la scamorza affumicata, salate, pepate, aggiungete la patata schiacciata, la farina e un uovo. Imburrate e infarinate 4 o 6 stampini da crème caramel, riempiteli con il composto di ricotta e cuoceteli in forno a 180 °C per 20-25 minuti. Al momento di servire decorate a piacere con l'erba cipollina sminuzzata.
Per la salsa: frullate lo yogurt, l'olio evo, la paprika il sale, il pepe e il dragoncello e mettete il tutto in una salsiera da portare in tavola con gli sformati.
Molto leggeri, ma davvero saporiti, soprattuto con un bel sottofondo musicale scacciapensieri!
Bon appétit!!!

domenica 15 gennaio 2012

Torta all'arancia per un anno di blog

Buona domenica a voi tutti!
Oggi è con grande piacere che voglio festeggiare il primo anno di vita di questo blog e voglio condividere ancora una volta con voi la mia soddisfazione!
Ho iniziato quest'avventura per dare voce a una passione che mi accompagna da sempre, e in questo anno, costellato di tutte le sue difficoltà, momenti felici, momenti bui, traguardi raggiunti e nuovi traguardi che si profilano nel futuro, non ho mai perso l'entusiasmo per la cucina e per la voglia di raccontarla, tra ricette inventate, ricette ereditate dalla tradizione di famiglia, tentativi di imitazione di ricette attinte da libri e riviste, e aneddoti vari per condire il tutto. Ma la cosa più bella, e per cui vale davvero la pena continuare a farlo - a parte la fame di cibo buono e la curiosità di scoprire sapori sempre nuovi - è lo spirito di condivisione che ogni giorno trovo non appena approdo qui, su questa paginetta, pianetino di una galassia immensa che si rinnova di continuo, e in cui siamo tutti solidali nell'amare la cucina e i suoi corollari. E mi fanno compagnia i vostri commenti, di più, mi aprono il cuore, perché - diciamoci la verità - sapere che dall'altra parte qualcuno è sempre pronto a leggerci e ad apprezzarci (ma anche a criticarci, per carità), non fa che bene alla propria autostima, non è vero?
E allora oggi, per ringraziarvi per il vostro sostegno che mi aiuta a mantenere vivo questo spazio, vi dedico una bella torta che naturalmente vado subito a descrivervi.

TORTA ALL'ARANCIA

Ingredienti:

Perl'impasto:
4 uova
150 g. di zucchero
1 bustina di vanillina
1 pizzico di sale
la scorza di un'arancia grattugiata
100 g. di farina 00
100 g. di fecola di patate
4 cucchiai di acqua bollente
1 bustina di lievito

Per la crema pasticcera all'arancia:
200 ml di latte
300 ml di succo di arancia filtrato
2 uova intere
40 gr di farina
150 gr di zucchero

zucchero a velo e arance a fette per decorare

Procedimento:
Separate i tuorli dagli albumi, sbattete i primi con quattro cucchiai di acqua bollente, aggiungete gradualmente 100 g. di zucchero, la vanillina, il sale, la scorza d'arancia, fino a ottenere una consistenza cremosa. Montate gli albumi a neve ben ferma, aggiungete i restanti 50 g. di zucchero, aggiungeteli ai tuorli e unite da ultimo la farina setacciata con la fecola e il lievito. Mescolate il tutto delicatamente, per non far smontare gli albumi. Versate l'impasto in una teglia di 26 cm. di diametro e infornate a 175° per 30-40 minuti.
Nel frattempo preparate la crema all'arancia. Sbattete le uova con lo zucchero, aggiungete la farina e mescolate, unite il latte con il succo d'arancia e aggiungete al composto.
Mettete sul fuoco mescolando di continuo per sciogliere eventuali grumi, finché la crema diventerà densa. Togliete dal fuoco e tenete da parte.
Una volta raffreddata, tagliate la torta in due strati, bagnate il primo strato con 100 ml di succo d'arancia, spalmate la crema pasticcera, ricomponete la torta e decorate con zucchero a velo.



Manca solo una candelina a suggellare la ricorenza, ma ahimè ho dimenticato di comprarle...
Pazienza, il dolce è comunque buonissimo, ottimo anche per i bimbi!
Bon appétit!!!


martedì 10 gennaio 2012

Crema di zucca disintossicante (ma con gusto)

Ben ritrovati a tutti voi!
Vorrei iniziare il post di oggi ringraziando un'amica. Quando ho lavorato a Reggio Emilia ero circondata da colleghi che in realtà non conoscevo come persone, non c'era spazio per approfondire l'aspetto umano, impegnati come eravamo a sfornare libri, ma, paradossalmente, una volta rientrata a Lucca, ho trovato in alcuni di loro dei veri amici, nonostante la distanza. E tra questi c'è la Manu, un vero vulcano di vitalità e creatività, che ogni tanto viene in terra toscana a trovarmi e a infondermi un po' di sano ottimismo con la sua risata cristallina e la sua parlata nordica che mi fa tanto ridere. E poi è fantastica, perché, oltre ad avermi svelato i segreti dei tortelli mantovani e della favolosa sbrisolona, ha avuto il coraggio di mollare l'Italia per trasferirsi in Inghilterra e costruirsi una vita là, pur non sapendo una parola d'inglese (che ora parla già meglio di me, in due mesi). Che bellezza, e che mito la Manu! E poi quando mi scrive non manca mai di parlare del mio blog, il suo ponte con l'Italia, dandomi sempre un sacco di suggerimenti utili, cosa che dà un valore aggiunto a questa mia avventura telematica sul cui senso ogni tanto mi interrogo. E' per questo che la ringrazio, per il suo calore, per il suo coraggio e per la sua solarità, è un esempio fondamentale di come si possano affrontare al meglio le prove più dure della vita con il sorriso migliore. Brava Manu.
Ma ora è tempo di dare un'occhiata al frigo e di scaldare i fornelli per una nuova avventura culinaria, consigliatami dalla Giuse, facilissima e molto gustosa.

CREMA DI ZUCCA


Ingredienti per 2 persone:
500 g. di zucca gialla
1 patata a pasta gialla
1 cipolla bianca
mezzo litro di brodo vegetale (preparato con una carota, mezza cipolla e una costa di sedano)
noce moscata grattugiata
sale e pepe
olio evo
erba cipollina sminuzzata per guarnire
fette di pane integrale tostate


Procedimento:
Mondate la zucca e la patata, tagliate la cipolla a fettine che farete rosolare lentamente in una casseruola con un filo d'olio. In seguito unite la zucca e la patata tagliate a cubetti, fate rosolare per qualche minuto, poi unite il brodo caldo e fate cuocere finché le verdure saranno tenere, senza fare asciugare troppo. Passate le verdure al mixer a immersione, e aggiungete ancora brodo se la consistenza fosse troppo densa. Aggiustate di sale, spolverate con noce moscata (io abbondo), rimettete sul fuoco e fate insaporire per qualche minuto a fuoco dolce.
A fine cottura impiattate, cospargete con pepe, erba cipollina e rifinite con le fette di pane tostato.


Davvero gustosa, ideale per disintossicarsi dopo i bagordi culinari delle feste!
Bon appétit!!!

sabato 7 gennaio 2012

Pasta e patate rivisitata

Buon fine settimana cari lettori!
Le feste stanno scivolando via, e non posso pensare che dovremo aspettare aprile per avere qualche altro giorno di festa, è masochistico e controproducente!
Dunque per il momento preferisco godermi queste ultime ore d'aria, riporre l'albero e tutti gli addobbi natalizi, fare un po' di shopping approfittando dei saldi, e godermi un po' la casa che ha sempre tanto bisogno di essere accudita.
Ma naturalmente anche la cucina occupa una buona parte dei miei pensieri (quelli buoni), nella mia testolina è un continuo turbinio di ricette, accostamenti di ingredienti che si affastellano bizzarri in cerca di qualcosa che possa stupire il palato, gratificare tutti i sensi, sfidare le leggi della chimica e della metafisica (ma anche le mie doti culinarie, molto limitate) per raggiungere quell'estasi di cui parla Barbery nell'omonimo libro. Però ovviamente devo fare i conti con la dura realtà, accorgermi che non si può passare una giornata intera ai fornelli, che non sono poi così brava fare tutto e che in certi giorni è come se le congiunzioni astrali mandassero all'aria tutte le velleità di sedicente cuoca che giace in me. In questi ultimi giorni, presa da non so quale furore, ho preparato diversi dolci, tra cui una mousse al cioccolato bianco - roba da bambini - che è inspiegabilmente rimasta liquida - e qui entra in gioco una forza trascendente la chimica naturale - una mega crostata Ladurée - che tra l'altro era per il compleanno della mia mamma, che figura - la cui ganache al cioccolato è diventata dura come il marmo e di cui ho dovuto buttare via una parte - un biscotto al cioccolato meringato, che è rimasto molle come una gomma da masticare e che non potuto riciclare in altro modo, restituendolo alla natura - e anche questo resta un mistero che va oltre l'umana comprensione.  Ho dovuto arrendermi, accettare che non sempre tutte le ciambelle riescono col buco, e dopo una penitenza di tre giorni a base di pasta al burro, non mi sono data per vinta e mi sono rimessa al lavoro.
Ieri a pranzo ho preparato una pasta e patate con alcune varianti, che mi ha letteralmente riconciliata ridando slancio alla voglia di cucinare. Per questo voglio condividerla con voi, vi tirerà su il morale, sopratutto dopo questo sproloquio!

PASTA E PATATE RIVISITATA

Ingredienti per 2 persone:
150 g. di mezze penne trafilate al bronzo (o ditali)
2 patate gialle medie
50 g. di pancetta affumicata a dadini
20 g. di funghi secchi di ottima qualità (io della Garfagnana)
mezzo porro
un rametto di rosmarino
un rametto di timo fresco
brodo vegetale
olio evo
sale e pepe q.b.
parmigiano reggiano q.b.

Procedimento:
Sbucciate le patate, tagliatele a dadini e il porro a rondelle. Ammollate i funghi secchi in acqua tiepida per una decina di minuti.
In una casseruola dai bordi alti fate rosolare il porro e la pancetta affumicata nell'olio, poi aggiungete le patate, i funghi scolati, il timo e il rosmarino. Dopo un paio di minuti unite anche la pasta, fate insaporire, poi bagnate con il brodo, mescolando spesso. Come per un risotto, bagnate finché non otterrete la consistenza che desiderate, più liquida tipo zuppa o più asciutta tipo pastasciutta (ed è il mio caso). A cottura ultimata, spolverate con del pepe nero e con una generosa manciata di parmigiano reggiano. Servite bollente.



Buonissima, con i tutti i sapori invernali che confortano dal freddo e dagli insuccessi. In accompagnamento a questo piatto ricco vi consiglio di sorseggiare un buon bicchiere di lambrusco per dare ancora più corposità ai sapori.
Bon appétit!!!

martedì 3 gennaio 2012

Iniziamo bene l'anno...

Buon anno a tutti voi!
E che il gusto sia sempre con voi!
Spero abbiate festeggiato al meglio il passaggio al 2012, in mezzo alle persone più care, con tanta serenità e tanto buon cibo. Io ho trascorso una bella serata tra amici, con pesce, champagne e buona musica, per cui non posso proprio lamentarmi, non fosse che i ritmi lavorativi hanno ripreso troppo in fretta il sopravvento sull'atmosfera festiva dalla vita così breve. Per fortuna tra pochi giorni arriva la Befana a portare in dono qualche ora in più di sonno!
Ad ogni modo, per non svilire troppo lo spirito post natalizio, manteniamo viva l'aria festiva almeno a tavola, proprio come ho cercato di fare oggi con questo primo piatto che ho inventato in un raptus di fame acuta, dal titolo chilometrico (e al solo scriverlo mi torna la fame...), ma di rapida esecuzione.

PENNETTE AL RADICCHIO SU CREMA DI ZUCCA E CUBETTI CROCCANTI DI MORTADELLA

Ingredienti per 2 persone (affamate):
200 g. di mezze pennette trafilate al bronzo
1 cespo di radicchio trevigiano
mezzo porro
400 g. di zucca lunga
un cucchiaino di zucchero di canna
un pizzico di noce moscata
50 g. mortadella a cubetti
mezzo biccherino di porto
un goccio di panna
sale e pepe q.b.
olio evo


Procedimento:
Cominciate a preparare la crema di zucca. Mondate la zucca, privandola dei semi, della scorza esterna, tagliatela a cubetti grossi che andrete ad adagiare su una teglia rivestita di carta da forno. Fate cuocere a 180° per una mezz'ora, finché la zucca sarà morbida. Con il mixer a immersione riducete in purea, aggiustate di sale e pepe, unite un pizzico di noce moscata e fate bollire per pochi minuti in una casseruola con un goccio di panna. Tenete da parte.
Nel frattempo pulite il radicchio rosso, riducetelo in striscioline, tagliate il porro a rondelle e fate appassire in padella con un filo d'olio evo per pochi minuti, poi unite lo zucchero di canna e sfumate con il porto. Continuate la cottura per una decina di minuti, finché il radicchio sarà tenero, dopo di che aggiustate di sale.
Cuocete la pasta al dente, poi risottate gli ultimi minuti direttamente nella padella con il condimento, aggiungendo un po' dacqua di cottura per non fare asciugare troppo.
In un padellino fate rosolare la mortadella in cubetti finché non sarà dorata e croccante.
Componete il piatto, adagiando un velo di crema di zucca, poi la pasta e infine la mortadella. Rifinite con una spolverata di pepe nero, una di parmigiano reggiano e servite fumante.


Semplicissimo, nutriente e sfizioso, praticamente un piatto unico, che va giù da sé!
Bon appétit!!!

P.S.  Buon anno anche da Rino, sempre più grande e giocherellone!



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