mercoledì 21 dicembre 2011

... Perché la mamma è sempre la mamma

Ciao a tutti!
E' cominciato il countdown per il Natale, molti di voi stanno già pensando a come apparecchiare la tavola per il 25, altri come me hanno appena finito la corsa all'ultimo regalo e hanno già messo tutto sotto l'albero, altri ancora stanno definendo i dettagli del pranzo... insomma, come si fa a non pensare al Natale?
A essere sincera, fino a qualche anno fa lo spirito natalizio mi pervadeva fin dai primi giorni di dicembre, il Natale aveva per me un che di magico, con tutte le sue luci e colori, il freddo tenuto fuori dalla porta con un bel camino sempre allegro a scaldare l'anima, per culminare con il giorno tanto atteso in cui tutta la famiglia si dedicava a fare l'albero. Quello era un momento magico, il rituale prevedeva di mettere su un bel disco di musica classica, da Tchaikovskij a Beethoven o Chopin,e poi via, mio padre metteva le lucine con una perizia quasi scientifica, mia madre i festoni e io le palline (che venivano puntualmente ritoccate dai parents, perché "sono tutte appiccicate in un punto e altre zone sono troppo vuote!"). Ognuno aveva il suo ruolo, ma il momento più bello veniva quando si spegnevano le luci e, zac, ecco l'atmosfera di Natale! E poi ancora, le aspettative dei regali, e io che fremevo ogni volta che i miei uscivano per fare acquisti, nella speranza che incontrassero Babbo Natale a cui chiedere il giocattolo tanto agognato (e che bravo poi Babbo Natale, che mi accontentava quasi sempre). Bei ricordi, davvero.
Purtroppo non è più possibile recuperare la magia di quei giorni, anche se la trepidazione si è in qualche modo conservata, trasformandosi nella frenesia dei regali da fare (e non più da ricevere) e del menu da approntare, pronti a stupire e a deliziare palati di grandi e piccini.
E oggi, in questa nostalgica atmosfera di amarcord, tra le lucine intermittenti dell'albero, con Rino che gioca tra le palline, vado a raccontarvi un piatto che la mia mamma preparava nelle occasioni di festa, rendendomi contenta matta da quanto era (e lo è ancora) buono. Questa ricetta è sua, io l'ho ereditata, ma solo le sue mani e la sua sapienza le danno un sapore estatico che nessun altro può imitare.

SPAGHETTI ALLA CHITARRA CON SUGO DI FUNGHI E NOCI

Ingredienti per 2 persone:
200 g. di spaghetti alla chitarra (o tagliatelle fresche, ancora meglio)
20 g. di porcini secchi
1 scalogno
olio evo
un bicchierino di marsala secco
100 ml. di panna
un pizzico di noce moscata
gherigli di noce
sale e pepe q.b.

Procedimento:
Anzitutto ammollate i funghi in una bacinella con acqua calda per circa un quarto d'ora, o comunque finché non risulteranno ben morbidi.
Fate appassire lo scalogno tagliato a fetine sottili in una casseruola con un filo d'olio, poi aggiungete i funghi scolati e strizzati. Fate rosolare qulache minuto, poi sfumate con il marsala, salate e pepate e fate cuocere una decina di minuti. Se asciugasse troppo aggiungete qualche cucchiaio di acqua dei funghi. In seguito aggiungete la panna, una grattugiata di noce moscata e a fine cottura i gherigli di noce sminuzzati grossolanamente.
Cuocete la pasta al dente, scolatela direttamente nella casseruola, fate insaporire per qualche minuti nella casseruola con il sughetto, rifinite con una macinata di pepe e, a chi piace, una spolverata di parmigiano reggiano. Servite rigorosamente fumante.


Un piatto ricco, ma dal sapore delicato e molto festaiolo, ottimo per alimentare la magia di queste giornate prefestive, ma soprattutto il ricordo incancellabile della mia infanzia spensierata, grazie anche ai manicaretti di mamma!!!
Bon appétit!!!

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