sabato 7 gennaio 2012

Pasta e patate rivisitata

Buon fine settimana cari lettori!
Le feste stanno scivolando via, e non posso pensare che dovremo aspettare aprile per avere qualche altro giorno di festa, è masochistico e controproducente!
Dunque per il momento preferisco godermi queste ultime ore d'aria, riporre l'albero e tutti gli addobbi natalizi, fare un po' di shopping approfittando dei saldi, e godermi un po' la casa che ha sempre tanto bisogno di essere accudita.
Ma naturalmente anche la cucina occupa una buona parte dei miei pensieri (quelli buoni), nella mia testolina è un continuo turbinio di ricette, accostamenti di ingredienti che si affastellano bizzarri in cerca di qualcosa che possa stupire il palato, gratificare tutti i sensi, sfidare le leggi della chimica e della metafisica (ma anche le mie doti culinarie, molto limitate) per raggiungere quell'estasi di cui parla Barbery nell'omonimo libro. Però ovviamente devo fare i conti con la dura realtà, accorgermi che non si può passare una giornata intera ai fornelli, che non sono poi così brava fare tutto e che in certi giorni è come se le congiunzioni astrali mandassero all'aria tutte le velleità di sedicente cuoca che giace in me. In questi ultimi giorni, presa da non so quale furore, ho preparato diversi dolci, tra cui una mousse al cioccolato bianco - roba da bambini - che è inspiegabilmente rimasta liquida - e qui entra in gioco una forza trascendente la chimica naturale - una mega crostata Ladurée - che tra l'altro era per il compleanno della mia mamma, che figura - la cui ganache al cioccolato è diventata dura come il marmo e di cui ho dovuto buttare via una parte - un biscotto al cioccolato meringato, che è rimasto molle come una gomma da masticare e che non potuto riciclare in altro modo, restituendolo alla natura - e anche questo resta un mistero che va oltre l'umana comprensione.  Ho dovuto arrendermi, accettare che non sempre tutte le ciambelle riescono col buco, e dopo una penitenza di tre giorni a base di pasta al burro, non mi sono data per vinta e mi sono rimessa al lavoro.
Ieri a pranzo ho preparato una pasta e patate con alcune varianti, che mi ha letteralmente riconciliata ridando slancio alla voglia di cucinare. Per questo voglio condividerla con voi, vi tirerà su il morale, sopratutto dopo questo sproloquio!

PASTA E PATATE RIVISITATA

Ingredienti per 2 persone:
150 g. di mezze penne trafilate al bronzo (o ditali)
2 patate gialle medie
50 g. di pancetta affumicata a dadini
20 g. di funghi secchi di ottima qualità (io della Garfagnana)
mezzo porro
un rametto di rosmarino
un rametto di timo fresco
brodo vegetale
olio evo
sale e pepe q.b.
parmigiano reggiano q.b.

Procedimento:
Sbucciate le patate, tagliatele a dadini e il porro a rondelle. Ammollate i funghi secchi in acqua tiepida per una decina di minuti.
In una casseruola dai bordi alti fate rosolare il porro e la pancetta affumicata nell'olio, poi aggiungete le patate, i funghi scolati, il timo e il rosmarino. Dopo un paio di minuti unite anche la pasta, fate insaporire, poi bagnate con il brodo, mescolando spesso. Come per un risotto, bagnate finché non otterrete la consistenza che desiderate, più liquida tipo zuppa o più asciutta tipo pastasciutta (ed è il mio caso). A cottura ultimata, spolverate con del pepe nero e con una generosa manciata di parmigiano reggiano. Servite bollente.



Buonissima, con i tutti i sapori invernali che confortano dal freddo e dagli insuccessi. In accompagnamento a questo piatto ricco vi consiglio di sorseggiare un buon bicchiere di lambrusco per dare ancora più corposità ai sapori.
Bon appétit!!!
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